“Le mie borse di pelle? Mettono di buon umore”. Parola di Carlotta, laurea in Architettura e passione per l’artigianato

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Paola d’ordine: borse in pelle ed ecopelle, ma soprattutto tanto, tantissimo colore e la positività che contagia chi le indossa. Il merito è di Carlotta Franzini, cagliaritana, una giovane artigiana di 31 anni che, grazie anche alla collaborazione del suo compagno, dal 2005 manda avanti un laboratorio artigianale, il
Carlottinalab, che realizza borse e accessori vari, utilizzando diversi materiali quali la pelle,
l’ecopelle e i tessuti. Laureata in Architettura delle costruzioni presso la facoltà di Cagliari, Carlotta
è riuscita a creare un brand giovane e fresco, caratterizzato spesso da colori accesi e vivaci e da
stampe floreali e pois. Ogni modello viene battezzato con nomi nati da giochi di parole: hobo bobo,
zaino zazà, flower power. Le borse vengono anche realizzate su commissione: il cliente può
scegliere il modello e materiale che preferisce e richiedere un prodotto personalizzato e su misura
per lui.
Carlotta, come nasce il Carlottinalab e cosa ti ha spinto a diventare artigiana?

«Mi ha spinto soprattutto la possibilità di coniugare quella che era una mia passione adolescenziale
con l’obiettivo di avere una stabilità economica, e quindi di riuscire a mantenermi con questa
attività. Mi attirava inoltre l’idea di poter essere padrona del mio tempo e di non dipendere da
nessuno, gestendo una attività totalmente mia».

Dove e come hai imparato il mestiere?
«Sono una autodidatta, anche se negli ultimi anni ho seguito alcuni corsi di perfezionamento presso
artigiani e stilisti soprattutto sardi. Tuttavia posso affermare di aver appreso le basi del mio mestiere
all’interno del contesto familiare. Infatti mia zia era una sarta, mia madre e mia nonna sapevano
ugualmente cucire molto bene, quindi diciamo che è grazie al loro aiuto e al loro esempio che ho
acquisito le competenze necessarie allo svolgimento della mia attività».

Quali sono stati gli step che hai dovuto seguire per avviare la tua attività?
«Inizialmente il mio è cominciato come un hobby, una passione che coltivavo e sperimentavo per
conto mio fin da quando ero una ragazzina. Poi pian piano c’è stata un’evoluzione, una crescita: col
tempo, durante gli anni universitari, sono diventata un’hobbista, quindi spesso e volentieri
partecipavo ai mercatini della mia città e proponevo il mio prodotto. Non appena mi sono resa conto
che l’attività prendeva piede ho deciso di fare il passo decisivo, aprendo una partita Iva e diventando
una artigiana a tutti gli effetti».

La tua laurea ti è stata in qualche modo utile nello svolgimento della tua attività di artigiana?
«Ritengo che la mia laurea sia assolutamente un valore aggiunto alla mia attività, perché durante gli
anni di studio all’università ho seguito dei corsi di design e di progettazione. Questi percorsi mi
hanno permesso di apprendere nozioni molto importanti, che poi si sono rivelate particolarmente
utili per gestire determinati aspetto del mio lavoro».borse pelle carlottinalab

Come promuovi la tua attività?
«Per il mio lavoro è di fondamentale importanza l’utilizzo dei Social Network, all’interno dei quali
sono molto attiva. Prediligo senza dubbio Facebook e Instagram, tramite i quali ho ottenuto una
grande visibilità e un notevole riscontro di pubblico. Inoltre la mia attività è supportata da un sito
Internet molto efficiente: infatti le vendite on line rappresentano una fetta considerevole del
fatturato dell’azienda. Infine, mensilmente inviamo le newsletter a tutti quanti i nostri iscritti e
collaboriamo con diversi negozi in tutta la Sardegna».

Cosa ti aspetti dal futuro, lavorativamente parlando?
«Trovo difficile rispondere a questa domanda. In realtà non mi sento a mio agio nel fare dei
pronostici, ma diciamo che lavoro con la convinzione che l’impegno paga, e che se si continua a
svolgere il proprio lavoro con passione e cura dei particolari il futuro restituirà risultati adeguati.
Ciò che mi auguro per il mio futuro è che la mia attività prosegua e continui a crescere sempre di
più».

Qual è il più bel complimento che hanno espresso sul tuo lavoro?
«Una cosa che mi è stata detta spesso e che mi fa davvero piacere sentire è questa: molti clienti
hanno come la sensazione che le mie borse e in generale i miei manufatti riescano a trasmettere
felicità e sensazioni positive, quasi avessero un’anima, e volessero comunicare qualcosa di bello.
Mi piace pensare che questo accada perché mentre lavoro sono serena, ci metto impegno e amore,
quindi probabilmente il mio stato d’animo viene in qualche modo assorbito dall’oggetto su cui sto
lavorando, e in seguito “contagia” positivamente chi lo acquista e lo possiede».

Cosa significa per te essere un artigiano oggi, nel mondo della digital transformation?
« È  davvero molto difficile per tutti gli artigiani in generale. Però noi cerchiamo di dimostrare sempre
che anche in un’epoca così alienante come quella in cui viviamo esistono ancora persone che hanno
interesse ad acquistare un lavoro fatto a mano. Persone che, pur non potendo vestirsi o arredare la
propria casa con prodotti artigianali, tuttavia si concedono il piccolo lusso di comprare degli oggetti
unici, fabbricati dalla mano di persone vere. In questo modo si stabilisce una sorta di contatto
diretto tra chi acquista il prodotto e chi lo vende, ed è uno degli aspetti più belli e soddisfacenti del
mio lavoro».

Quali sono le maggiori difficoltà che ti sei ritrovata ad affrontare durante il tuo percorso lavorativo?
«Diciamo che sono stata fortunata: non ho mai incontrato grandi difficoltà. Certo, ci sono sono stati
alti e bassi, periodi in cui magari ho sentito che non ce l’avrei fatta perché avevo passato un mese
difficile, in cui le vendite erano andate male. Mi è capitato di pensare “mollo tutto e cerco un altro
lavoro”, però c’è sempre stata una spinta che mi ha portato ad andare avanti con coraggio e pazienza,
a perseverare senza perdere la serenità e la speranza che tutto sarebbe andato per il meglio».

Quanto credi che sia importante al giorno d’oggi svolgere un lavoro che appassiona per il
raggiungimento della felicità individuale?
«Credo che sia molto importante. Fare un lavoro che ci piace e che amiamo ci permette di vivere più
serenamente. Questo non significa che non esistano momenti di stress, come succede a tutte le
persone, sia a quelle che amano ciò che fanno sia a quelle che lo detestano. Si cerca sempre di fare
il massimo, il tempo non basta mai, si vorrebbe fare di più: però quando la giornata lavorativa
finisce e ciò che si è realizzato ti soddisfa e ti rende orgoglioso, si prova davvero una bella
sensazione, per la quale vale senz’altro la pena fare dei sacrifici».

Author: Francesca Pola

Francesca Pola è nata trentasette anni fa a Lanusei in Ogliastra, una regione della Sardegna nord-orientale. Dopo aver ottenuto la maturità classica si è iscritta alla facoltà di Lettere e Filosofia di Cagliari, e nel 2005 ha conseguito la laurea in Lettere Classiche. Nel gennaio del 2017 pubblica il suo primo romanzo, “L’amore immaginato”, presso la casa editrice sarda Sa Babbaiola. Attualmente vive e lavora a Cagliari.

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Comments: 3

  1. Basti 29/05/2017 at 08:21 Reply

    E tutto molto interessante,continua così con grinta e determinazione.

  2. giusy 29/05/2017 at 08:34 Reply

    Dai continua così…..alla grande.

  3. unlettore 03/06/2017 at 04:00 Reply

    …complimenti per la borsa mostrata in figura…la sensazione “positiva e di felicità” trasmessa da quella borsa in particolare è data, a parer mio, dal contrasto esaltante, direi quasi liberatorio, tra il color rosso/marrone scuro di base e il colore celestiale e soave del manico e dell’accessorio allegato.
    Verosimilmente la scelta decisionale dei colori da utilizzare nel momento della lavorazione del prodotto, rispecchia la quiete e la serenità d’animo della operatrice nel momento in cui opera.
    Non solamente il prodotto, ma anche semplicemente la foto del prodotto “innalza i cuori”.
    Complimenti.

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