Un po’ web agency, un po’ laboratorio sartoriale. E nasce un brand che usa tessuti nautici e cuoio Made in Italy

laura gatto land and sea

Laura Gatto, 35 anni, lavora a Roma come visual designer. Dopo il titolo di studi conseguito all’Accademia di Belle Arti, ha deciso di aprire insieme al fidanzato Patrizio, web master, una web agency dal 1999. Un anno fa, però, la decisione di affiancare all’agenzia anche un’attività artigiana, mettendo a frutto cinque anni di studio alla Scuola di Moda, che aveva frequentato prima dell’Accademia. E così è nato Land and Sea, brand di accessori e moda realizzati con tessuti e materiali nautici, pelle e cuoio.

Che tipo di articoli realizzate?
«Vuoi per affezione e vuoi anche perchè la mia vita è da sempre legata al mare, ho scelto di iniziare la produzione di accessori destinati all’uso comune come pochette, porta tabacco e borse. Utilizziamo per la produzione tessuti nautici e materiali che provengono dal mondo nautico: spugne nautiche con caratteristiche altamente tecniche, vele, eco-pelle e accessori nautici. Quello che cerco di donare con i miei prodotti va oltre le semplici tendenze del momento per raggiungere al contrario la costruzione di un prodotto durevole, alternativo e studiato nei minimi dettagli».

Avete allestito un laboratorio ad hoc?
«Il progetto Land and Sea è una costola del nostro precedente e comunque attuale primo lavoro, quello di web agency, dunque per questo primo anno di vita abbiamo destinato una sezione del nostro laboratorio creativo proprio alla parte di produzione dei nostri prodotti. Questa sinergia ci piace e ci fa sentire parte di un progetto sempre più ampio, fatto di creatività digitale, storyboard e cartamodelli scritti a matita, codice e scampoli di pelle che sanno per ora condividere ed esaltare la nostra volontà di Makers».

Indicativamente quanto bisogna ipotizzare di spendere per avviare un laboratorio come il vostro?
«Per i costi è tutto molto relativo al tipo di produzione che si vuole realizzare. Nel nostro caso abbiamo dovuto acquistare due macchine professionali per cucire, una per la pelle e il cuoio e una per i tessuti classici. Abbiamo realizzato in casa un grande banco da lavoro con legno e materiali riciclati abbattendo i costi di un’eventuale acquisto.Molte cose si possono recuperare e magari costruirle da soli, ma ciò su cui non si può risparmiare è il costo dei materiali che per quanto mi riguarda devono essere italiani e di massima qualità».prodotti land and sea

Dove li recuperate?
«Proprio per la continua ricerca di materiali polifunzionali, adatti ad ogni circostanza, ho selezionato sin dall’inizio aziende leader del settore nautico localizzate nella mia terra di origine, le Marche. Qui ho avuto la fortuna di trovare professionisti che hanno ascoltato il mio progetto e hanno creduto in me, passandomi tutta la loro esperienza per la selezione dei materiali e accessori più giusti alle mie esigenze. Invece per quanto riguarda il settore della pelle sono in contatto con alcune aziende leader che posseggono da anni concerie con prodotti al 100% italiani. Dal mio punto di vista, produrre in Italia significa interagire con aziende che forniscono solo materiali Made in Italy, al fine di esaltare al massimo tutte le nostre risorse e la nostra professionalità».

Come mai avete deciso di dedicarvi all’artigianato?
«Studiare significa aprire la propria mente e allenarla nel prendere visione di molteplici possibilità che ogni giorno possono passarci davanti. Realizzare a mano articoli artigianali è oggi una delle espressioni dei mie studi: arte, creatività e design sono input che alla fine si sono riversati in quello che oggi produco. Il lavoro fine a se stesso non ha alcun valore se non può giovare delle varie esperienze che si sono susseguite nella propria vita».

Il lavoro manuale vi ha consentito insomma di recuperare studi e interessi del passato…
«È la concretizzazione di tutta l’eperienza e gli studi che lo hanno preceduto, essendo oggi sviluppato sia dal punto di vista della comunicazione, della fotografia e del sito Web che abbiamo confezionato grazie proprio ai nostri studi pregressi. E ovviamente torna ciò che ho imparato alla Scuola di Moda, dove ho appreso a cucire e conoscere i materiali più disparati. Un anno fa il pregresso e l’amore per il mondo sartoriale hanno fatto di nuovo capolino nella mia vita e tutto ha preso il suo corso “naturale”».

Land and Sea ha compiuto un anno: primi bilanci?
«Possiamo dire che sta portando i suoi frutti e soprattutto stiamo ricevendo sempre più interesse da parte di aziende e piccoli fornitori per quanto riguarda collaborazioni e forniture di materie prime».

In che modo vi fate conoscere?
«Quando abbiamo pensato a Land and Sea, abbiamo ritenuto di primaria importanza la realizzazione di un sito e-commerce che potesse portarci nel mondo rimanendo nel nostro laboratorio. In questo abbiamo e stiamo dando molto spazio a tutti quei social media come Facebook e Pinterest che hanno un grande potenziale di visite e interazioni giornaliere. Coi social abbiamo cercato da subito di creare un vero rapporto confidenziale con i nostri followers, evitando strategie orientate solo alla vendita. Land and Sea è un progetto fatto da persone reali che hanno il desiderio di incontrare e conoscere chi è davvero interessato al nostro operato e alla nostra filosofia di lavoro».

E per quanto riguarda le iniziative off line?
«La scorsa estate abbiamo partecipato a due eventi sportivi legati al mondo del windsurf e della vela che ci hanno davvero soddisfatto dal punto di vista dei feedback e del coinvolgimento. A luglio 2014 siamo stati selezionati, con grande soddisfazione, per partecipare ad un evento di artigianato italiano che si svolgerà a Senigallia e che ci vedrà presenti con il nostro stand espositivo e tutti i nostri prodotti. In estate inoltre inizieremo la sponsorizzazione di alcuni nuovi atleti provenienti dal mondo degli Action Sports quali Surf e Skate. Oggi rappresentiamo come sponsor la squadra di Motocross OneTwoEight di Ancona e questa sinergia con lo sport ci piace e vorremmo portarla avanti anche in futuro».

 

Author: Elisa Di Battista

Giornalista, classe 1982, mi occupo di mondo del lavoro, giovani e artigianato.

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Comments: 4

  1. lorezo e meri 25/05/2014 at 21:16 Reply

    Bravi, bravi, bellissimo articolo per due ragazzi artigiani che si fanno valere e sicuramente avranno un futuro. In bocca al lupo a vou e alla vostra Land and Sea.

    • Land and Sea 27/09/2014 at 18:07 Reply

      Grazie mille per i complimenti, la motivazione è la spinta quotidiana che muove il nostro desiderio di produrre!

  2. […] Leggi l’intervista su Laureati Artigiani. […]

  3. Ema 29/07/2014 at 20:45 Reply

    ma quale cuoio made in italy. il cuoio e made in germany, importato in italia e lavorato. e spacciato per italiano. NB non sto dicendo che faccia schifo, sto dicendo che il buon cuoio, non e italiano!!!!! ed il migliore del mondo e il Rendenbach! indovinate da dove viene!

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