Laureato in Storia, avvia un’oreficeria ispirato dall’arte normanna. “Sfrutto la laurea per i gioielli che creo, il Web per vendere”

officina conte ruggero oreficeria

Il suo pseudonimo sui social network è Conte Ruggero, e la sua passione, oltre che materia di studi universitari, non potrebbe che essere la storia. Mirko Noto, 25enne di Monreale (Palermo), sta però coltivando anche un’altra passione, trasformandola in quello che vuole sia il suo mestiere da grande: l’arte orafa. Laureato in Scienze Storiche, ha seguito un corso professionale in una scuola orafa della sua città e ha aperto un laboratorio (per ora in casa) con il nome de L’Officina del Conte Ruggero, e la sua fidanzata Rossella Rumore, 25 anni, lo aiuta con la creazione e gestione del sito e delle pagine social. Un connubio che ci pare davvero molto promettente.

Da dove nasce la passione per l’oreficeria?

«Nasce dall’ammirazione dei mosaici della cattedrale della mia città, che mi hanno fatto appassionare alla bellezza. Poi, deriva dagli studi accademici, che mi hanno fatto scoprire la grande e antica tradizione dell’arte orafo-argentiera palermitana. Questa scoperta mi ha portato pensare, anche grazie ai consigli provvidenziali di alcuni amici, che avrei potuto approfondire i miei studi proprio su questo tema, attraverso la tesi che ho discusso sull’oreficeria siculo-normanna prodotta nella Palermo medievale, e nello stesso tempo applicare la mia manualità a questo settore, trasformando la mia passione in lavoro attraverso la frequentazione di una scuola orafa».

Che tipo di corso hai frequentato?

«Il corso di Oreficeria e Argenteria che ho frequentato, era organizzato a Palermo dal Colleggio Universitario Arces, un’iportate istituzione impegnata a vari livelli nella formazione e nella promozione del territorio, ed è stato gratuito in quanto finanziato dalla Regione Sicilia. Voglio aggiungere che per me frequentare il corso è stato molto importante sia per le competenze tecniche di base che ho acquisito, sia per le persone che ho potuto conoscere e che mi hanno aiutato, attraverso un’attività di tutoraggio e incoraggiamento, a maturare uno spirito imprenditoriale e a crescere anche umanamente».
Dopo la laurea non ti è mai venuto in mente di dedicarti a un mestiere più “teorico” e in linea con i tuoi studi, invece di diventare orafo?

«In realtà mi ero posto il problema già prima della laurea, durante gli ultimi esami. Certamente mi sarebbe piaciuto occuparmi di un museo, della ricerca storica, o dello studio di opere d’arte, però mi sono reso conto della diffocoltà a trovare un lavoro del genere. Ad ogni modo l’oreficeria per me non è stata un ripiego, perchè mi è sempre piaciuto usare le mani, e anche quando la mia occupazione era studiare cercavo di applicarmi sempre in qualcosa di manuale. Poi all’orafo o all’argentiere di qualità occorre anche un bagaglio di competenze teoriche che riguardano la storia dell’arte, la progettazione degli oggetti e il loro uso, e anche qualche nozione base di chimica o matematica. Insomma, questo è un lavoro che coinvolge la persona tutta, mente corpo. E nel mio caso anche il cuore!».

Come hai allestito il tuo laboratorio?

«Per costruire un laboratorio completo credo, ad occhio e croce, che servano alcune decine di migliaia di euro, e a questo bisogna aggiungere costi di affitto e gestione dei locali. Al momento io non ho questa disponibilità, dunque mi sono arrangiato come ho potuto, iniziando un anno fa in un magazzino dei miei genitori, comprando gli attrezzi indispensabili e costruendone alcuni da me per economizzare al massimo; una mano poi me l’hanno data anche i maestri artigiani che sono stati miei insegnanti e che sono sempre stati disponibili a farmi usare o prestarmi qualche loro attrezzo. Ad ogni modo da qualche mese, grazie ad un progetto del Governo, sono riuscito ad avviare un tirocinio nella bottega di un grande maestro argentiere palermitano, specializzato nel restauro e nel cesello, dove imparerò nuovi aspetti del mestiere».

Il metallo dove lo reperisci?conte ruggero oreficeria

«Per i metalli ci sono i fornitori. Poi però occorre fonderli e laminarli e, non avendo la strumentazione necessaria, mi faccio aiutare da qualche artigiano, oppure uso tecniche alternative che richiedono pochi attrezzi, per esempio se devo ridurre lo spessore di una lastra, se non ho il laminatoio la riduco con l’incudine e il martello».

Da dove deriva il nome che hai scelto per la tua attività, Officina del Conte Ruggero?

«Ho scelto questo nome perchè durante il regno dei Normanni, nel Palazzo Reale di Palermo, i regnanti avevano fondato un enorme opificio dove lavoratori specilizzati producevano oreficeria, argenteria, avori, cristalli e sete preziose. È l’argomento della mia tesi, e siccome questo laboratorio veniva chiamato Nobiles Officinae e il fondatore della dinastia normanna, il gran Conte Ruggero, mi fa molta simpatia, ho chiamato così il mio progetto, sperando anche che la fortuna che toccò a quel laboratorio tocchi anche al mio».

La tua formazione accademica ti torna utile nel tuo lavoro artigiano e se sì come?

«Mi torna utilissima nel lavoro: conoscere la storia è importantissimo, a mio parere, sia per produrre nuovi oggetti (per cui puoi tirare fuori nuovi progetti attingendo al tuo bagaglio culturale) e sia soprattutto nel restauro di oggetti antichi (per ovvi motivi)».

La tu fidanzata ti aiuta a livello di social media marketing: in che modo?

«Sì, Rossella ha creato e gestisce il blog e le pagine sui social network, inoltre si occupa anche di rispondere ai messaggi e alle mail che ci mandano. Mi aiuta tantissimo, e il suo lavoro è importate tanto quanto il mio perchè senza il suo aiuto la gente non potrebbe conoscere la mia produzione. Per il momento, avendo un volume di vendita limitatissimo, spediamo per posta e facciamo i pagamenti con le carte prepagate, però per il futuro un e-commerce è nei nostri piani».

Grazie alla Rete vi stanno contattando i primi clienti: da dove e per ordinare quali prodotti?

«All’inizio abbiamo iniziato realizzando qualcosa per amici e vicini. Adesso grazie al blog ci contattano persone da varie parti d’Italia: abbiamo ricevuto ordini dal Veneto, dall’Umbria, dalla Campania, dal Lazio, e siamo seguiti anche da qualcuno all’estero. Gli ordini sono di vario tipo: qualcuno vuole riprodotto qualcosa che ha gia visto in foto sul blog, qualcun altro invece mi manda un’idea di quello che vuole e mi lascia libero di realizzarlo secondo la mia fantasia, altri invece mi mandano proprio dei disegni da realizzare. È un mondo vario, però la mia scelta è quella di realizzare prodotti unici e personalizzati fatti apposta per quella persona: tutto questo rende unico il regalo (perché nella maggioranza dei casi si tratta di regali) e fa sentire “importante” la persona che lo riceve».

Progetti imminenti?

«Ci piacerebbe avviare un laboratorio come si deve e… sposarci!».

Tagged: , , , , ,

Comments: 2

  1. Giuseppe Lo Cascio 20/05/2014 at 11:21 Reply

    Al Conte Ruggero non manca niente per diventare un Grande Maestro: preparazione, cuore e dedizione + valore aggiunto una grande fidanzata.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Leggi articolo precedente:
Laureata in Lettere, rileva la pasticceria in cui ha mosso i primi passi e la trasforma nel proprio mestiere

La passione per la cucina ce l’ha da quando era piccola. Da quando, cioè, “pasticciava” tra i fornelli insieme alla......

Chiudi