“La tessitura? Il mio primo colpo di fulmine”. Tra telai e filati, la storia di una laureata che mescola artigianato, design, autoproduzione

pamphile tessitura

L’amore per la manualità lo ha sempre avuto, e dalla maggiore età ha capito che la sua strada era la tessitura. E così, Giulia Ciuoli, 34enne di Foligno (Perugia), è diventata tessitrice fondando il marchio Pamphile, e nel frattempo si è laureata come Tecnico di Progetto in Tessile (Facoltà di Architettura a Firenze), e ha conseguito un master in Ecodesign & Ecoinnovazione. Una storia che insegna come dedizione e idee chiare siano fondamentali per scegliere i percorsi che permettono di realizzare sogni seguendo le proprie attitudini.

Giulia, quando hai capito di avere una propensione per la tessitura?
«A19 anni, quando, finite le scuole superiori, l’Istituto d’Arte di Siena, cercavo di capire di cosa potevo occuparmi. Ho sempre avuto interesse e propensione per la manualità, ma la tessitura offre molto di più, è il connubio tra tecnica, forma, materia, colore. Visitai quasi per caso un laboratorio tessile di Siena e lì avvenne il primo colpo di fulmine della mia vita: la tessitura».

Come hai mosso i primi passi nel settore e imparato a tessere?
«Sono stata molto fortunata. Dico sempre che la vita mi ha portata, anche con strade diverse, alla tessitura. Inizialmente frequentavo la casa di un “Maestro” di paese, Dario, che aveva ricostruito dei telai a memoria di quelli impiegati nella sua infanzia, in famiglia, nella vita di campagna. Ci trovavamo nella sua soffitta, dove, tra i filati e i telai, mi insegnava la tessitura e mi spiegava la musica classica. Poi ho iniziato a lavorare nel laboratorio di Siena, presso il quale avevo conosciuto la tessitura. Un’esperienza che è stata fondamentale per comprendere come impostare il lavoro, quali sono le richieste e l’interesse del mercato. Così ho imparato il mestiere di tessitrice».

E gli studi?
«Contemporaneamente ho iniziato a studiare la progettazione tessile presso lo studio di Graziella Guidotti a Firenze. Da lì ho iniziato l’Università, a 23 anni, laureandomi a 27. Ho dovuto abbandonare il lavoro in laboratorio, mi sono occupata della progettazione. Ho acquistato dei telai ed ho iniziato a lavorare come terzista, installando il laboratorio in casa. Nel 2008 ho svolto un importante stage come disegnatrice in due laboratori tessili di Kyoto, grazie ad un progetto che ha coinvolto l’Università di Firenze, la Regione Toscana ed il consorzio Artex. E poi nel 2009 mi sono diplomata al master Ecodesign&Ecoinnovazione e, nel 2010, ho aperto la partita Iva ed è nato il marchio Pamphile».pamphile tessitura

Come hai aperto un laboratorio tutto tuo?
«Ho vinto un concorso, Donne Creano Impresa, dove è stato premiato un mio progetto d’impresa. Questo mi ha permesso di aprire una partita Iva, acquistare un altro telaio, etichette, registrazione del marchio, filati pregiati, consulenze fiscali…».

Quanto costano macchinari e come si reperiscono le materie prime?
«I telai che ho acquistato sono tutti e tre di seconda mano ed hanno un costo che va dai 1000 ai 4000 euro. Per i materiali, ho sempre visitato Pitti fiati, per le ultime tendenze, ma soprattutto preferisco filati locali, di piccole realtà che esistono, soprattutto dalla Toscana e dalla Sardegna, anche tinti con tintura naturale».

Trovi utili i tuoi studi all’interno del tuo mestiere artigiano?
«Definisco il mio lavoro come il connubio tra tessitura, lavoro artigianale, ricerca e progettazione. Considero ogni esperienza – formativa, lavorativa e di vita – un valore preziosissimo. Ho sempre pensato che tutto ciò abbia fortemente influito sul mio lavoro. La formazione universitaria mi ha aperto nuovi “mondi” i quali sarebbero stati inesplorati se avessi perseguito la sola strada dell’artigianato».

In che modo nel tuo mestiere innovi la tradizione e la attualizzi?
«Rivedendo le tecniche artigianali, in un’ottica e con gusto contemporanei».

Quali sono i prodotti che realizzi, i tuoi clienti e i tuoi prezzi?
«Realizzo piccole serie per abbigliamento e complementi d’arredo e prodotti personalizzati. Mi rivolgo soprattutto a privati, e i prezzi dei prodotti partono dai 75 euro. In questo momento sono al lavoro sulla collezione di cravatte “Traccia”,  grazie alla quale ho vinto il concorso Dab ed il Premio MiBact del Ministero dei Bei e le Attività culturali e del Turismo».

Come ti fai conoscere e come ti promuovi?
«Partecipando a fiere, concorsi e mostre di settore (sia design che di design autoprodotto e di artigianato) ed aggiornando la mia pagina Facebook, il profilo Twitter ed il mio sito web».

Hai all’attivo anche collaborazioni all’estero?
«Ho lavorato con alcuni lanifici come terzista e come consulente. All’estero ho collaborato con alcuni laboratori tessili, ai quali mi ero avvicinata in forma di tirocinante. Tali collaborazioni, anche se sporadiche, mi sono di aiuto per “arrotondare” ed arrivare alla fine del mese coprendo le spese».

Che consigli daresti a chi volesse, oggi, avviarsi alla tessitura?
«Studiare e sperimentare, cercando di raggiungere un proprio segno distintivo. Non fermarsi al puro lavoro artigianale perché, seppur di gran valore, non basta più».

 

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