Biscotti artigianali tra design, fantasia e cucina. “La pasticceria è il mezzo migliore per esprimere le nostre idee”

cookyes biscotti artigianali
Biscotti. Chi l’ha detto che sono una cosa semplice? Due ragazze di Milano – Natascia Fenoglio, 40 anni, designer industriale e insegnante di food design e food event presso la Nuova Accademia di Belle Arti di Milano, e Linda Troni, designer dei servizi di 29 anni – li hanno ripensati e trasformati in regalo personalizzato per i propri clienti. E allora largo alla fantasia e ai biscotti artigianali di ogni forma e colore, da infornare per ricorrenze speciali. Il loro laboratorio si chiama CookYes e nasce nel 2011 dalla passione per il food e la creatività.

Ragazze, da dove nasce la passione per la cucina e, nello specifico, per la pasticceria?

(Linda): «Il cibo è sempre stata la nostra passione. Natascia fin da piccola ha lavorato nel ristorante pizzeria dei genitori e da ormai 10 anni sperimenta nell’universo food. Io invece posso dire di essere una “donzelletta che vien dalla campagna”, in tavola da sempre ho conosciuto il cibo vero, quello buono e genuino. Il mio percorso da industrial designer però ha fato sì che iniziassi a vedere il cibo come base per progetti creativi, come materia da plasmare oltre che come escamotage per creare relazioni. E poi è arrivata la pasta frolla: è un materiale molto interessante, duttile, durevole e… buonissimo!» .

 Cos’hanno di speciale i vostri biscotti?

«Un biscotto Cookyes, co-progettato con il cliente e studiato ad hoc per  lui, diventa portatore di un dolce messaggio. Credo fortemente che il cibo rientri nel campo sociale, culturale ed estetico in cui ognuno di noi può esprimere la propria identità. Ecco, Cookyes è un progetto che riassume questo concetto» .

 Siete laureate in Design: cosa vi ha spinto a scegliere l’arte e il mestiere della pasticceria?

«Dopo l’università avevamo due scelte: imboccare la strada canonica, spianata dal percorso scolastico, oppure scegliere un approccio alternativo. Abbiamo scelto la seconda, più autentca e vicina alla nostra visione. La Pasticceria ci è sembrato il giusto mezzo per esprimere concretamente quello che ci passava per la testa»  .

Raccontateci il vostro percorso post laurea…cookyes biscotti artigianali

«Ci siamo conosciute nel lontano 2007, io ho fatto uno stage tramite il Politecnico presso Ciboh, lo studio di food design di Natascia. Conclusa l’esperienza di Ciboh abbiamo continuato a lavorare insieme a vari progetti sempre legati al cibo e nel 2011 abbiamo creato CookYes, il nostro studio di progettazione, un laboratorio creativo che si occupa di replicare, ideare e produrre biscotti altamente personalizzati. Realizziamo sculture edibili, biscotti modulari e allestmenti dove il biscotto glassato, stampato, dipinto è il protagonista. Attualmente ci troviamo in viale Monza 91, a Milano, presso il laboratorio di una pasticceria storica».

Quali sono le commesse più originali e curiose che vi hanno richiesto?

«Le commesse sono tutte originali ma una in particolare ci ha lasciato di stucco, quella della fidanzata del famoso attore hard Franco Trentalance. In occasione del suo compleanno, la ragazza ci ha commissionato un’infornata di biscotti riproducenti le immagini più divertenti e piccanti del calendario del suo Franco» .

Che prezzo hanno i vostri biscotti?

«Partiamo da una base di 2 euro fino ad arrivare a 5 o 6 euro per i biscotti più complessi, che richiedono diversi passaggi e lavorazioni. E’ interessante perché con pochi euro il cliente può davvero fare un regalo super personalizzato che ha co-progettato a tutti gli effetti con noi» .

Come avete imparato il mestiere?

(Natascia):  «Io sono cresciuta in una famiglia di ristoratori, questo è stato il primo approccio. Poi la mia passione per i viaggi e l’amore per l’arte hanno avuto il sopravvento. Il Giappone ha influito tantissimo in tuta questa storia. Lì ho seguito un corso di fake food per specializzarmi nell’arte del moke up».

(Linda): «La mia è la tipica famiglia emiliana, hanno sempre fatto tutto in casa, e continuano a farlo. Lì ho appreso le basi del mestiere, ora però ci metto del mio. L’incontro con Natascia anni fa è stato fondamentale, in quell’occasione ho capito che potevo dire un sacco di cose e che le potevo dire attraverso il cibo».

 Attualmente questa è la vostra principale attività?

«CookYes è un progetto che vive insieme ad altri progetti, tutti legati al cibo. Il cibo è effettivamente, in un modo o nell’altro, quello che ci dà da mangiare! Oltre a Cookyes, realizziamo eventi ad hoc, catering performativi, creiamo mondi curiosi in contesti domestici, pubblici o temporanei (spazi museali, eventi pubblici e privati); offriamo un servizio di progettazione di eventi per momenti speciali dove il cibo ha finalità interattive e ludiche. Natascia inoltre gestisce la mensa della Naba (Nuova Accademia di Belle Arti) dove tiene anche corsi di food event e food design e workshop, stimolando la creatività di designer e studenti facendo loro prendere confidenza con un nuovo mondo commestibile osando oltre la funzione del prodotto».

Quali difficoltà avete incontrato ad avviare l’attività?

«Per una volta abbiamo avuto davvero poche difficoltà. Tutto questo non sarebbe stato possibile senza l’aiuto di Alessandro che ci ha permesso di sviluppare questo progetto nei sui laboratori di pasticceria, utilizzando i suoi macchinari e i suoi materiali in cambio di biscotti sviluppati ad hoc per la sua azienda».

Che bagaglio portate con voi dalla laurea?

«Un bagaglio molto utile per tutto quello che riguarda la progettazione e la comunicazione del nostro progetto. Diciamo che l’università ci aperto gli occhi a tutta una serie di criticità che non avremmo mai considerato in prima battuta. Inoltre se io (Linda, ndr.) non avessi dovuto fare uno stage obbligatorio per l’università, non avrei incontrato Natascia».

 E per il futuro?

«Tantissime idee e abbiamo alcuni lavori importanti che bollono in pentola, tra cui l’apertura di un piccolo ristorantino particolare… Seguiteci e vedrete!».

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1 comment

  1. Ammiratore 25/12/2013 at 09:03 Reply

    Wow….il naturale, primario, nonchè irrinunciabile bisogno fisico dell’Uomo, cioè quello alimentare, il quale viene sublimato, coniugato, e trainato dal naturale, nonchè irrununciabile bisogno mentale dell’Uomo, cioè quello della Formazione dele Idee.
    Esiste altra più nobile integrazione Mente/Corpo?
    Complimenti e Auguri.

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