Dal laboratorio scientifico a quello di pasticceria. “Lo studio è alla base di tutto, e sempre di ricerca si tratta”

le cose buone pasticceria laureati artigiani
Un laboratorio scientifico e uno di pasticceria cos’hanno in comune? Nulla, per molti. Molto, per lei, Renée Abou Jaoudé, 31enne romana (di padre libanese, ed è così spiegato il cognome “esotico”), laureata in Scienze Forestali ed Ambientali, dottore di ricerca in Ecologia Forestale e, da pochi mesi, pasticcera a Viterbo. Un mestiere che sta imparando giorno dopo giorno nella bottega che ha aperto, Le Cose Buone, insieme alla mamma Anna Mazzotta, pasticcera esperta, e all’amica Marta Mattiacci, architetto 29enne.

Sei ricercatrice ma hai deciso di aprire una pasticceria. Come mai?
«Cucino da quando avevo 11 anni, imitando una tradizione di famiglia. Mia nonna era conosciuta in tutto il quartiere per i suoi dolci, e mi ha sempre affascinato quel senso di appagamento che si prova ogni volta che si degusta un dolce fatto in casa. Trovo sia felicità allo stato puro. Così ho pensato “ecco cosa voglio fare da grande: voglio regalare felicità”. Non sono una pasticcera, ma le competenze acquisite durante questi anni in cui mi sono dedicata alla ricerca sono state fondamentali: lo studio è alla base di tutto. Mi piaceva inoltre l’idea di non dover scappare all’estero, ma di rimanere ed utilizzare le mie capacità per tentare di fare qualcosa di buono per il mio Paese. Come ricercatrice mi sono quindi posta l’obiettivo di trovare ricette semplici e materie prime di altissima qualità. Le ho cercate nelle campagne della Tuscia, che è il posto che amo ed in cui vivo da 13 anni, perché voglio valorizzare i prodotti di queste terre e di chi lavora giornalmente per offrirci prodotti unici. Trovo sia un modo semplice per promuovere l’economia locale in questo periodo di crisi».

Certo, ma mettere in piedi la baracca non sarà stato semplice…
«Non lo è stato affatto. Abbiamo cercato per mesi un locale che avesse la canna fumaria, una cucina a norma, un bagno, un locale magazzino ed uno spogliatoio, come richiesto dalla normativa. Siamo stati fortunati ed abbiamo trovato la bottega che cercavamo: non avendo fondi, ci hanno aiutato finanziariamente i genitori di mio marito, altrimenti non ce l’avremmo mai fatta. Il locale era stato usato come gastronomia dal proprietario, che aveva eseguito tutti i lavori di ristrutturazione due anni fa. Abbiamo quindi optato per un affitto di azienda, che prevede, oltre al pagamento dell’affitto delle mura, anche quello dei macchinari (principalmente quelli presenti in cucina). Abbiamo poi acquistato alcuni macchinari specifici per svolgere l’attività di pasticceria (sfogliatrice, planetaria, forno, e vetrine espositive)».le cose buone pasticceria laureati artigiani

Insomma, un percorso pieno di ostacoli, pare di capire…
«Sì, dalla mancanza di finanziamenti, alle spese enormi da affrontare, alle tasse altrettanto importanti, al cercare di far capire il prodotto, fino al farsi conoscere. Una sfida continua che spesso ti toglie il sonno. Ma ne verremo a capo».

Cosa porti con te della tua lunga formazione accademica, nel tuo mestiere artigiano?
«Le capacità organizzative, lo studio, l’innovazione. E la ricerca continua: dalle materie prime, alle ricette, alla presentazione dei dolci. Inoltre, la caparbietà ed il cercare la soluzione ai problemi ad ogni costo. Insomma, sono semplicemente passata da laboratorio scientifico a laboratorio artigianale».

Quanto occorre, parlando di finanziamenti, per aprire una pasticceria, tra locali, macchinari e materie prime?
«Credo che tutto dipenda dal tipo di locale che si trova e dal fatto che ci siano o meno macchinari già a disposizione. Noi abbiamo investito circa 40mila euro e paghiamo un affitto di 850 euro mensili, ma i locali erano a norma e moltissime attrezzature erano già presenti in cucina. Il ritorno prevediamo di vederlo in circa 3 anni».

Oggi l’artigianato è nel nostro Paese un canale per una possibile ripresa, laureati inclusi, oppure l’ultima spiaggia per chi non trova lavoro?
«E’ sicuramente un’alternativa validissima. Ma le istituzioni dovrebbero incentivare i giovani laureati che vogliano intraprendere questa strada. Io mi sono laureata in un’università italiana. Ho vinto una borsa di studio per tutta la durata dei corsi, ed usufruito degli alloggi per studenti messi a disposizione dall’azienda per il diritto allo studio universitario. Lo Stato ha quindi investito sulla mia formazione. Non creare posti di lavoro ed incentivare le attività dei giovani laureati equivale a preparare il ripieno di una torta, la base, la copertura e poi aprire la finestra e buttare tutto giù di sotto».

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Comments: 6

  1. Pasquale 13/09/2013 at 20:15 Reply

    “Regalare felicità”, pensiero vincente. E’ una mission perfetta, complimenti 🙂

    • Renée 17/09/2013 at 10:53 Reply

      Grazie Pasquale! E’ veramente così: riusciamo ad essere felici solo quando vediamo nello sguardo di chi abbiamo davanti i ricordi accesi di un bambino. Questo è quello che mi mancava quando facevo ricerca.

  2. Lucia 14/09/2013 at 20:01 Reply

    Oltre a condividere i pensieri di “non fuga” e del “regalare felicità” (bellissimo) la conclusione della tua ultima risposta è PRECISA!!!! “Non creare posti di lavoro ed incentivare le attività dei giovani (laureati) equivale a preparare il ripieno di una torta, la base, la copertura e poi aprire la finestra e buttare tutto giù di sotto” DA METTERE NELLE FRASI CELEBRI !!! Brava Renée !!! Lucia

  3. Renée 17/09/2013 at 10:58 Reply

    Ciao Lucia! Grazie! Anche voi fate cose grandiose!! Vedrai che ci riusciremo a cambiare un pò Viterbo e, nel nostro piccolo, l’Italia!
    A chi fosse interessato, ecco il lavoro di Lucia, anche lei artigiana! http://www.legatoriaviterbo.it/

  4. Michela 20/09/2013 at 23:26 Reply

    Ciao Reneè posso contattarti via mail…? io ho un blog di torte http://letortedimichy.blogspot.it/ se vai in about me capirai cosa facevo fino a pochissimo tempo fa. Avrei delle domande da farti. Complimenti per la scelta e per il coraggio, complimenti per quello che hai detto

  5. Renée 01/04/2014 at 11:26 Reply

    Ciao Michela.
    Leggo solo ora il messaggio. Certo che mi puoi contattare.
    A presto,
    Renée

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