Il settore della moda: dalla sartoria al fashion design, le storie dei Laureati Artigiani

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Ago e ditale, macchina da cucire e cartamodelli, manichini e metri di stoffe a cui dare forma. L’arte della sartoria continua a esercitare il proprio fascino sui giovani, persino sui laureati, che danno spazio alla creatività e voglia di fare recuperando un mestiere antico. Gli atelier sartoriali continuano a sorgere, e al mestiere di sarto tradizionale che confeziona abiti su misura si va affiancando la figura del fashion designer.

Lontani i tempi delle cosiddette “piscinine”, ovvero delle bambine che, nella Milano di fine Ottocento, primi Novecento (interessante questo approfondimento sul lavoro sartoriale), andavano ad apprendere il mestiere di sarta direttamente in bottega, oggi il mestiere si impara nelle scuole di moda, di design e per stilisti, e si approfondisce facendo pratica sul campo, naturalmente, e spesso in totale autonomia.

Tra i LaureatiArtigiani che abbiamo raccontato in questi mesi, c’è chi ha scelto con forza e ostinazione di dedicarsi a un mestiere antico, indipendentemente da una laurea che avrebbe potuto invece portare ad altre strade professionali. Giulia Toso, laureata in Economia, ha aperto un proprio atelier, La Stilista, dopo tre anni di scuola, ma lamenta la mancanza della possibilità di “andare a bottega” a imparare da un sarto più esperto. Ha però scelto di aggiungere valore al proprio lavoro, ideando libri-gioco e studiando modelli su misura.sartoria laureati artigiani

Alessandra Navetta, laurea in Architettura ed entusiasmo da vendere, invece lo ammette: «Non ho frequentato scuole, sono del tutto autodidatta, per questo non posso definirmi sarta ma fashion designer». Niente abiti su misura, insomma, per By Alis, la sua attività, né anni trascorsi sui banchi di scuola, ma tanta fantasia. E così recupera stoffe e realizza capi puntando sulla velocità (ne cuce anche 10 al giorno!) e sullo stile modaiolo.

Poi c’è chi sceglie di affiancare il mestiere per il quale ha studiato al lavoro sartoriale, come nel caso delle due sorelle Valentina e Liana Fiorenza, avvocatesse e sarte nel loro “studio legal – sartoriale”, dove sbrigano pratiche e cuciono collezioni particolarissime di abiti e borse firmate Narcysa. E poi le presentano posando come modelle davanti all’obiettivo di amici fotografi. «E’ stata la nonna che ci ha instillato la passione per la creatività e la sartoria, prima adoperavamo la sua vecchia Singer, ora una piccola macchina da cucire casalinga».

Sugli accessori particolari, oltre che sugli abiti, punta Giulia Montagna, in arte Moku, che da sola, laurea in Scienze Ambientali alla mano, ha scelto di avviare un’attività che, per il momento, svolge in casa, e di puntare tanto su fiere ed eventi per crearsi un bel giro di clienti. Anche lei ha imparato il mestiere dalla mamma e dalla nonna e ha proseguito da autodidatta. «Il lavoro artigiano?», dice, «per me è crescita e scambio, e la soddisfazione di vedere le mie clienti tornare è enorme».

Una forte formazione, tra istituti di moda famosi e stage presso aziende rinomate, è quella che ha determinato il percorso della coppia di Dahlia Duet, ovvero di Laura Di Giovanni e Luigi Adduci, laureati in Belle Arti, e che oggi hanno la loro sartoria nel cuore di Pescara, con l’obiettivo di arrivare a disegnare persino i tessuti che adoperano, così da avere collezioni al 100% personali.

Il fil rouge di queste storie? Di sicuro enormi dosi di costanza e determinazione, la voglia di passare davvero tanto tempo dietro il proprio progetto, dimenticandosi dei weekend liberi e ricercando costantemente clienti e novità per distinguersi.  Un percorso in discesa? No, certamente. Anzi, spesso chi muove i primi passi nel settore inizia lavorando in casa, sfruttando materiali e strumenti che erano della mamma, “rubando” i trucchi del mestiere della nonna e allenando la fantasia, tra materiali a volte di recupero e, sempre, con un occhio attento al portafogli. Tutto questo, per arrivare quindi a un atelier personale, e pian piano a un punto vendita in cui proporre al pubblico le proprie collezioni, e infine per a raggiungere una rete diffusa di negozi e un giro di clienti affezionati.

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1 comment

  1. fiocchifiocchi 24/03/2014 at 17:00 Reply

    ciao! compliemnti per il blog!
    io ho appena rinnovato il mio,
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    e lascia un commento!
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