Choosy a chi? Dopo la laurea in Archeologia apre una bottega di paralumi. Lo spirito d’adattamento oltre la crisi

officina dei paralumi

Va bene, diciamolo: Lisa, se avesse trovato lavoro come archeologa o curatrice museale, non avrebbe considerato l’artigianato. Non è una storia guidata da un amore smodato per l’attività manuale, la sua, né un sogno coltivato per anni più o meno segretamente. Però, per non stare con le mani in mano, Lisa Di Prinzio, 30enne padovana, ha scelto un mestiere artigiano sui generis e sta dimostrando una forte adattabilità. E chissà se la sua scelta non sia la strada per farcela, l’occasione per costruirsi un futuro, aprendo a dicembre 2012 L’Officina dei Paralumi. Proprio così, una bottega in cui realizza paralumi di stoffe e colori svariati, in cui dare spazio alla creatività e recuperare un mestiere che (quasi) nessuno fa più.

Come ti sei avvicinata alla realizzazione dei paralumi e come hai imparato a crearli?
«Dopo essermi laureata in Archeologia nel 2011 ho inviato molti curriculum in parecchi musei del Veneto perché mi interessava il mondo delle mostre e delle visite guidate. Quindi ho fatto 8 mesi di stage completamente gratuito, e poi non è arrivata alcuna proposta di lavoro. Allora ho iniziato a considerare il mondo artigiano: prima ho trascorso alcuni mesi presso una corniciaia vicino casa, e quindi sono riuscita ad inserirmi nella bottega di un “paralumaio” per quasi un anno e mezzo e dal quale ho imparato a costruire paralumi».

Una scelta particolare, di sicuro non si tratta di prodotti banali. Come hai pensato di diventare anche tu un’artigiana dei paralumi?
«L’idea di aprire mi è venuta ad ottobre dell’anno scorso. Dopo essere stata a bottega dal mio maestro avevo voglia di provare da sola a creare. Fortunatamente mia mamma ha un piccolo negozio ereditato che in quel momento era sfitto e ne ho approfittato. In questo modo i costi d’apertura sono risultati sostenibili, anche se ovviamente bisogna fare qualche sacrificio».officina dei paralumi

Quali sono le difficoltà principali che hai incontrato?
«Per la partita Iva, con il nuovo regime dei minimi, per i giovani fino ai 35 anni l’Iva è al 5% e quindi le tasse sono meno alte del normale. L’Inps però non dà scampo: per il solo mese di dicembre (quando ho aperto) hanno messo in conto 265 euro che, sommati agli altri, significano 903 euro ogni tre mesi. Contando che la prima rata è arrivata dopo appena cinque mesi, diciamo che pagare non è stato semplice! E la prossima rata sarà il 20 agosto. Per quanto riguarda il locale fortunatamente non ho affitto, essendo di proprietà, e per fortuna altrimenti non so come avrei fatto. Sto aspettando la tassa sui rifiuti e l’Imu però…».

Hai appena aperto: attualmente questa è la tua attività principale?
«Sì, è la mia unica attività, riesco a pagare tutte le spese inerenti tasse, materiali (pvc, ferri, basi, fili elettrici, interruttori, spine, tessuti, passamanerie e fettuccine), luce e acqua. Per me prelevo ogni tanto qualcosa ma non posso dire di avere ancora uno stipendio a tutti gli effetti. Dicono che il primo anno sia il più difficile per quanto riguarda i guadagni: bene che mi vada quest’anno andrò in pari».

Parliamo dei tuoi paralumi: che materiali usi?
«Sono svariati: pergamena, tessuti in cotone, lino, jersey, seta, shantung, pizzi, carta di riso, pelle… Tutti quelli che si possono trovare in commercio! Ovviamente sono applicati su di un pvc ignifugo, che mi arriva da Milano, il posto più vicino, per evitare incendi».

Beh è stata una fortuna trovare un artigiano a insegnarti il mestiere…
«Mi è andata di lusso perchè so che gli artigiani spesso non insegnano volentieri il loro mestiere. Grazie al mio maestro ho imparato un sacco di cose e nel tempo ho maturato l’idea di aprire un’attività mia. La gavetta è una tappa obbligatoria e tutto sommato mi ritengo fortunata».

Il mercato come sta rispondendo?
«Dipende molto dai periodi. A dicembre ho venduto un solo paralume, mentre febbraio e marzo sono andati molto bene. Tanti mi dicono che è così per tutti, altri che il tempo incide sulla voglia di migliorare la propria casa. Ora starò a vedere come prosegue nei prossimi mesi».

Non ti manca l’archeologia?
«Certo che mi manca, senza dubbio. Ma non mi potevo permettere di continuare a fare stage gratuiti, e poi questa professione mi piace! Mi porta a contatto con persone diverse, a volte consegno dei lavori ai clienti che qualche giorno dopo ripassano per farmi i complimenti, dirmi che il lampadario è bello o che la ventolina da muro è perfetta. Sono cose che danno soddisfazione… Per un lavoro che non sapevo nemmeno esistesse! Le persone mi dicono che sono stata coraggiosa ad aprire un’attività di questi tempi, e nel futuro spero di diventare riferimento del settore nella mia zona».

E la tua famiglia?
«I miei genitori mi hanno molto supportata e all’inizio ci hanno creduto più di me. Adesso in questo ruolo di “paralumaia” mi ci trovo bene».

Author: Elisa Di Battista

Giornalista, classe 1982, mi occupo di mondo del lavoro, giovani e artigianato.

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Comments: 4

  1. Lorenzo 04/06/2013 at 14:37 Reply

    Leggendo questo articolo capisco che Lisa è una ragazza che fino a 30 anni non ha mai lavorato se non 8mesi di stage, che si è laureata in una triennale (archeologia è triennale mi pare) a 28 anni, quindi quale museo assumerebbe una ragazza che si laurea così fuori corso? con tutti quelli laureati “giusti” che ci sono in tutt’italia?
    Ha avuto la fortuna di trovare qualcuno che le passasse l’attività e ..No Choosy, perchè hai trovato un’altra via.. ma se non avessi avuto la fortuna di avere il sostegno economico dei tuoi, cosa avresti fatto?
    Non spacciamo per No Choosy chi ha la fortuna di poter ricevere una mano dalla famiglia senza, in caso d mala sorte, rimetterci più di tanto.
    Cmq sia a Te Lisa, BUONA FORTUNA.

    • lisa 04/06/2013 at 18:21 Reply

      Waw, che mail interessante!
      Avrei qualche domanda da fare al signor Lorenzo:
      numero uno, dove è scritto che ho iniziato l’università appena finito le superiori?
      numero due, dov’è scritto che non ho mai lavorato?!
      numero tre, dovrei sentirmi in colpa perchè i miei hanno un negozio???

      Sto cercando di fare del mio meglio per crearmi un futuro e se per il solo fatto di non pagare l’affitto lei crede che in caso di mala sorte non ci rimetta più di tanto, non ha ben chiaro quello che è il periodo che stiamo passando.

      Nessuno mi ha “passato” l’attività, ho fatto molto per impararla ed ho ancora parecchia strada da fare!!
      Non so lei che tipo di lavoro faccia, se ce l’ ha o se lo sta cercando..ad ogni modo mi auguro che lei faccia/trovi qualcosa che ama, magari inerente al suo campo di studio.
      Le comunico che l’adattamento non è da tutti, in pochi hanno davvero voglia di mettersi in gioco, di costruire qualcosa che in un futuro possa dare lavoro anche ad altre arti e di cambiare completamente la propria immagine! Mi creda, l’inizio è stato davvero difficile..nn mi immaginavo in un negozio con un camice da artigiana! Sono stata fortunata, fortunatissima ad avere un posto dove poter aprire in breve tempo la mia attività….ma per questo dovrei vergognarmi?!

      Con ciò chiudo,
      buona serata.
      Lisa

  2. manu 05/06/2013 at 19:10 Reply

    Buonasera.. a me invece è piaciuta moltissimo quest’idea di Lisa….complimenti!!!
    Vedere una ragazza di 30 anni che apre un negozio di paralumi (mica un negozio di caramelle o di vestiti ma un negozio di Paralumi) è un qualcosa che lascia senza parole…complimenti Lisa…ti auguro tanta fortuna!!
    E anche se è stata un po’ fortunata…bè meglio per lei.. le spese sono sempre tante e se qualcuno ci può dare un aiuto perché non approfittarne??
    Dobbiamo aiutarli questi giovani…dobbiamo sostenerli!!!
    Buona serata!!
    Manu

  3. Lorenzo 06/06/2013 at 11:03 Reply

    Lisa, il concetto che volevo dire è che cmq anche se ti fossi laureata in un anno, ma non credo, il posto lo prenderà sempre prima uno più giovane di te, non avendo a 30anni esperienza. Parlo per esperienza.
    Non devi sentirti i colpa, ma devi ritenerti fortunata per non dover pagare l’affitto, ma proprio per questo credo che darti della non choosy, sia esagerato. i non choosy sono altre categorie, quelle che proprio non hanno nulla e da zero partono e son pieni di debiti.Ma non te ne faccio una colpa sia chiaro, anzi ben venga per te.

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