Il fisico che fa il falegname: “Ho trovato un’occasione e mi sono buttato. L’alternativa? L’insegnamento o la ricerca, impensabili in Italia”

falegname, lavorazione legno

Se pensi a un Fisico, te lo immagini al lavoro in un laboratorio, in una multinazionale, in università, molto probabilmente all’estero. Non te lo immagini dietro il bancone da falegname. E invece Emanuele Peretti, Fisico di 26 anni di Monte San Martino (Macerata), ha scelto un percorso controcorrente: dopo la laurea triennale, e pur svolgendo lavoro di tutor in ateneo, ha deciso di aprire una falegnameria. Che con la Fisica ha più punti in comune di quanto immaginereste.

Emanuele, come mai questa scelta?
«È insolita, lo so, ma dopo la laurea triennale, nel 2010, mi sentivo un po’ svuotato, così ho iniziato a cercare altre strade, pur portando avanti l’attività di tutor che svolgo con passione da tre anni all’Università di Camerino, dove ho studiato. Mio padre in casa ha una stanza dove tiene attrezzi minimi da falegname, lui è apicoltore e gli servono per lavorare il legno. Allora per hobby ho iniziato ad adoperarli, prima ho realizzato dei portafoto, poi una cassettiera per mia sorella, mi sono appassionato e gli amici hanno iniziato a commissionarmi lavoretti, e allora mi son buttato».

Non è facile come dirlo. Servono soldi per avviare una bottega, comprare gli attrezzi e, non da ultimo, imparare ad usarli. Come hai fatto?
«Per tanto tempo ho cercato falegnami della zona disponibili per imparare, ma non ho trovato nessuno, nemmeno come apprendista, né tanto meno gratis, perché si tratta di un mestiere a rischio infortuni che richiede assicurazioni. Poi un giorno è arrivata l’occasione: ho contattato un falegname che vive a pochi metri da casa mia, in pensione da tempo ma con ancora tutti gli attrezzi, i locali, i contatti con fornitori e clienti, che mi ha affittato tutto e mi sta insegnando il mestiere. Così ho avviato la Falegnameria Rubetana, nome latino di Monte San Martino, dove vivo». falegnameria, lavorazione legno

Un colpo di fortuna, e un aiuto per entrambi…
«Esatto. Devo dire che senza questa opportunità non so se mi sarei davvero lanciato, data la situazione. E la spinta ulteriore è arrivata quando, contemporaneamente, è arrivata una commessa molto importante per un allevatore della zona che deve rifare le porte di una stalla. È la prima commessa vera e propria che ho e a cui devo provvedere con la falegnameria».

Non ti manca la Fisica?
«In realtà in comune con la falegnameria c’è il problem solving, cioè la capacità di approcciare e risolvere ogni problema nuovo per condizioni e variabili. Grazie alla Fisica ho imparato la metodologia giusta per affrontare un problema, l’apertura mentale adatta per prendere le cose in maniera corretta».

Oltre alla passione, cosa ti ha spinto a fare questa scelta?
«Non vedevo molti sbocchi dopo la laurea. Nel mio campo, o vai in azienda, ma ci sono scarsi investimenti; o fai ricerca, ma oggi in Italia è impossibile; oppure ti dedichi all’insegnamento, però le graduatorie sono sature e la strada è tutta in salita. L’attività manuale invece mi sta già dando soddisfazione, soprattutto perché mi mostra subito i frutti e le opere delle mie mani, sono padrone di me stesso, il mestiere è vario e non ripetitivo…».

Quali sono le difficoltà che stai affrontando?
«Chi vuole oggi avviare un’attività in proprio non è incentivato a farlo. Tra partita Iva, commercialista, Inps e soprattutto Inail le spese sono davvero molte, si parla di almeno 5000 euro solo per iniziare. E naturalmente ancora senza aver guadagnato nulla. Tra affitto e spese, insomma, bisogna pensare ad almeno 10.000 euro all’anno, e non è decisamente poco».

Quali misure dovrebbero essere prese per facilitare le cose?
«Dal punto di vista contributivo, ad esempio, dilazionare i pagamenti in relazione al reddito, specialmente per i più giovani, e poi aumentare a scaglioni. Quando si comincia, ci si deve far conoscere e non è una cosa facile».

I tuoi genitori, vedendoti dietro un bancone dopo averti fatto studiare, come hanno reagito?
«Inizialmente erano dispiaciuti che lasciassi l’università senza proseguire con la Magistrale, gli pareva che avessi sprecato tempo. Adesso però vedono che sono sereno, soddisfatto e i risultati per ora sono buoni, quindi sono più tranquilli. Anzi, è stato proprio mio padre a segnalarmi LaureatiArtigiani…».

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Comments: 23

  1. gianluca progressi 24/05/2013 at 23:08 Reply

    Bravo Emanuele! E’ un mestiere duro e bellissimo.
    Luca (un geometra falegname autodidatta che ogni giorno tenta di imparare qualcosa in più….)

    • Emanuele 25/05/2013 at 19:48 Reply

      Grazie 🙂

  2. Pasquale 25/05/2013 at 18:15 Reply

    Io laureato in Economia e master in Sistemi Informativi Amministrativi vorrei produrre artigianalmente latticini, però l’altissima fiscalità, la burocrazia e la caduta del potere d’acquisto dei consumatori, mi fanno tremare le gambe…

  3. […] in Italia, puntando sulle proprie risorse e  iniziando un lavoro nuovo da zero.. Ne danno esempio Emanuele, il fisico che fa il falegname! Oppure Alice, laureata in economia che per meraviglia ritorna al lavoro nei campi.. Sono solo […]

  4. guglielmo 10/06/2013 at 22:29 Reply

    Sono geometra e da 38anni faccio questo lavoro.
    Ho letto di quel ragazzo che da fisico, si è improvvisato falegname.
    La mia domanda e questa:
    ho una falegnameria completa di tutti i macchianari per la trasformazione del legno, lasciatami da mio padre, e sono anche bravo a realizzare mobili e quant’altro, secondo voi e possibile che a 58 anni cambiare lavoro? Questo pensiero viene anche favorito dal momento di difficoltà che attraversiamo in questo paese.
    Pensate che si possa creare una clientela.
    grazie dell’attenzione e buoan serata
    guglielmo abbate

    • Emanuele 11/06/2013 at 20:35 Reply

      Vai Guglielmo, buttati!

    • guglielmo 19/02/2015 at 10:55 Reply

      Ti raggiungo e fondiamo la falegnameria “dai Guglielmi: legni e affini” 🙂

  5. Pasquale 15/06/2013 at 10:02 Reply

    @Guglielmo, molte delle esperienze raccontate nel blog ci parlano comunque di iniziative implementate gradualmente e sopratutto parallelamente all’attività principale, in maniera da sondare il mercato di sbocco con cautela. Potresti anche te prudentemente iniziare così, dopo di che avrai sicuramente gli elementi necessari per comprendere se buttarti a capo fitto sulla tua idea. L’importante è sempre mantenere accesa la propria passione alimentandola continuamente.

  6. franco 03/08/2013 at 19:51 Reply

    Ciao sono un ragazzo di 36 anni e per incanto faccio il tuo stesso mestiere. Mio padre fabbro da generazioni e con un’attivita molto avviata nel Mio mestiere é sempre stato estraneo. Per dire di fare il falegname ci sono voluti quasi 16anni di esperienza in varie aziende con ruoli differenti e soprattutti con rapporti umani sia Italiani che stranieri. Oggi posso ritenermi uno Dei pochi fortunati ma é ogni giorno sempre piu difficile lavorare e quadagnare.emanuele ricordati che avrai molti rospi da mandare giu ma ricordati che lavorare il legno é come vivere all aria aperta….. Un grandissimo in bocca al lupo

    • Emanuele 04/08/2013 at 13:10 Reply

      Crepi il lupo, Franco. Grazie!

  7. marcello 24/10/2013 at 21:28 Reply

    Sono un ebanista ,dopo trenta anni di sacrifici nella mia bottega d arte ,sono stato costretto a chiuderla perche soffocato da tasse , costi della materia prima alti in rapporto a quello che la stessa e, leggi e burocrazie avverse ad un artigiano ma sopratutto le nuove generazioni non apprezzano il mobile d arte. Ma ormai corrono verso manufatti esteri a basso costo e di qualita scadente unico vantaggio cambiarli a piacimento stanco di cio lascio ma a malincuore
    Cosa dire speriamo che l artigianato del legno torni vigoroso nel futuro auguri a tutti quelli che intraprendono quest arte che a mio avviso e l arte piu bella del mondo

  8. Simone 23/04/2014 at 22:59 Reply

    BRAVO!
    HO PROVATO A COSTRUIRMI UN TAVOLO DA SOLO E HO FATTO SCHIFO. DA LI IN POI MI SONO ACCORTO QUANTO CAVOLO DI TECNICA E INGEGNO SERVE, RISPETTO. SPERO TU RIESCA A FARE ABBASTANZA ESPERIENZA DA POTER VIVERE SERENO E GUQADAGNARE ABBASTANZA DA NON RIMPIANGERE MAI LA SCELTA. IL RIMPIANTO SAREBBE LA SCONFITTA PIU’ GRANDE. NEVER SURRENDER.

    • Emanuele 24/04/2014 at 09:36 Reply

      Ciao Simone, grazie degli auguri! La scelta non la rimpiango perché anche se è molto dura economicamente la soddisfazione personale di fare un lavoro che mi appassiona ripaga tutto.
      Grazie ancora!

      E.

      • Timoteo 30/04/2014 at 16:31 Reply

        Ciao Emanuele,
        io sono uno studente di Giurisprudenza e ho sempre avuto la passioni dei lavori manuali ma a parte lavoretti fatti per passione non ho mai sviluppato troppo questa mia passione. Ultimamente sto pensando di cercare anche io di apprendere il mestiere per poi fare il falegname, ma a 29 anni e con tutte queste incertezze non so proprio se riuscirò a trovare qualcuno disposto ad insegnarmi il mestiere, figuriamoci poi ad assumermi.
        Se hai consigli sono ben accetti. la mia email è timoteo.diiulio@gmail.com

        P.S.= Un folle sogno sarebbe quello di creare qualcosa di questo tipo http://www.geekchichq.com/ è un mercato talmente di nicchia ed i lavori sono così pregiati e personalizzati che si guadagna molto bene, oltre alla soddisfazione di creare qualcosa di qualità.
        In europa non esiste nulla del genere è un mercato ancora inesplorato…chissà…forse un giorno… 😛

  9. christian 17/02/2015 at 07:53 Reply

    Ciao Emanuele, ci siamo sentiti qualche mese fa tramite mail. Ti rinnovo i miei auguri e ricorda che il legno e la fisica hanno un legame profondo, capisci la fisica del legno ed avrai la chiave per capirne i comportamenti. Magari passo a trovarti un giorno, fra Geppetti ci si trova sempre bene!

    • Emanuele 04/04/2015 at 14:56 Reply

      Quando vuoi!

  10. Daniele 17/02/2015 at 09:06 Reply

    Nelle parole : ” non trovavo posto neanche gratis” e’ racchiusa la spiegazione perché l’Italia è destinata ad andare sempre peggio …i nostri ragazzi non riescono più a fare apprendistato ,investire sui nostri giovani e’ diventato un lusso ma senza investimenti un paese e’ morto . Complimenti vivissimi Manuele la tua determinazione ti porterà lontano e quella bottega e’ un ottima nave scuola …qualunque sia il tuo mestiere in futuro . Anch’io ho consigliato a mio fratello di fare una cosa simile ma con le bici non potendolo portare a lavorare con me …neanche gratis,ma sicuramente mi ha preso per matto . In bocca a lupo ,sei un grande!

  11. Riccardo 17/02/2015 at 10:42 Reply

    Ciao,
    intanto complimenti per il coraggio e per il successo che stai avendo, Emanuele. Ho laurea triennale + magistrale (Scienze Politiche) e anch’io, constatando sulle mie spalle come stanno andando le cose, sto pensando di recuperare l’arte di mio padre e farne una professione. Sin da piccolo lo aiuto con la riparazione di bici: lavoro non durissimo, ma comunque sporco, il quale riesce a dare delle buone soddisfazioni. Quindi, partendo da questi presupposti, l’idea era di dar vita ad una start-up nel settore (ti ricordo che ci sono dei validissimi fondi statali se vuoi avviare un’attività da capo: http://www.invitalia.it/). Auguroni per la tua attività!
    Riccardo

  12. leonardo 17/02/2015 at 23:43 Reply

    La questione é che purtroppo oggi il 90%dei mobili si compra a ikea. Chi riesce a ritagliarsi una fetta di mercato é veramente degno di ammirazione

  13. Federica 19/02/2015 at 17:42 Reply

    Grande Emanuele, bravo. Lavorare il legno e’ un’arte e trovare chi ti insegna il mestiere una grande fortuna. Ti auguro che tutto ti vada benissimo. In bocca al lupo, da una precaria laureata in fisica

  14. Emanuele 04/04/2015 at 14:56 Reply

    Grazie a tutti per i vostri commenti!

  15. Ciao Emanuele intanto complimenti per la tua tenacia, io scrivo a nome dell’Associazione Altra Eco La nostra associazione è nata da un anno e ha come fine la promozione dell’Economia etica e solidale ( e/o Altra Economia) con questa intendiamo un modello economico che mette al centro del proprio operare le persone, la qualità della vita, le relazioni e l’ambiente.
    Un’economia Altra è una economia che non ha come esclusiva priorità la massimizzazione del profitto, ma che valorizza le relazioni, che riconosce un’equa ripartizione delle risorse per tutti, che assume come principi del proprio agire anche il benessere ed i diritti delle persone, la funzione sociale, la difesa dei beni comuni e dell’ambiente.
    Da poco il comune di Recanati ci ha dato una bellissima sede e noi vorremmo allestirla facendo noi o recuperando ogni componente, ci potresti dare qualche consiglio su come fare tavoli e sedie con materiale di recupero? se avessi voglia di venirci a trovare sarebbe bellissimo!!
    Un grande in bocca al lupo per la tua attività!!
    AE

  16. Stefano 23/07/2016 at 16:46 Reply

    Ciao,
    Sono un ingegnere civile di quasi 60 anni, stanco del lavoro che faccio.
    Mi sono appena dimesso da un lavoro all’estero, ben pagato, ma che vita!! e mi sto dando da fare per iniziare a fare il falegname.
    Ho una buona manualità, ma ho sempre praticato poco
    Ho buone probabilità che tra un paio di mesi inizi a fare l’apprendista in una falegameria, speriamo che le difficoltà burocratiche non lo impediscano.
    Che l’avventura abbia inizio
    Buona fortuna a tutti

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