Un corso di taglio e cucito dopo la laurea in Economia. “Ecco come ho iniziato a creare abiti su misura realizzando il mio sogno”

angela giulia toso
Chi l’ha detto che dopo la laurea in Economia e Commercio la strada “obbligata” sia quella dell’ufficio o dell’azienda? Angela Giulia Toso, 33enne genovese, ha pensato bene di deviare dal percorso “classico” e di inseguire un sogno, quello di realizzare abiti con le proprie mani. Oggi Angela sta lavorando da 3 anni al progetto La Stilista, studio-atelier in cui disegna e cuce collezioni di abiti e tiene corsi creativi. Qui ci racconta in che modo sta costruendo il proprio progetto.

Come mai hai deciso di dedicarti all’artigianato, dopo la laurea in Economia?
«Quello di lavorare nel mondo della moda è sempre stato il mio grande sogno, ma per varie ragioni quando ho finito la scuola superiore non ho potuto trasferirmi a Milano o altrove per frequentare una scuola di moda, così mi sono iscritta alla facoltà di Economia a Genova. Una volta laureata ho iniziato a lavorare in ambito amministrativo, ma ho capito subito che quella non era la mia strada e inconsciamente sapevo di non aver abbandonato il mio sogno. E’ successo che alla scadenza di un contratto, nell’attesa di trovare un nuovo lavoro, ho visto per caso, sfogliando il giornale, la pubblicità di un corso breve di taglio e cucito, mi sono iscritta e da quel momento è partito (o forse ripartito!) tutto».

Qual è stato il primo passo per realizzarlo?
«Mi sono iscritta a una scuola di moda milanese, l’Istituto Secoli, frequentando un corso di Modellistica e Fashion Design in formula week end che mi permetteva di lavorare durante la settimana e di dedicarmi alla mia grande passione dal venerdì alla domenica. E’ stato un percorso molto impegnativo che è durato 3 anni e ha occupato tutti i miei fine settimana e ancora adesso in parte li occupa perché sto continuando una collaborazione con la Scuola».

La situazione economica attuale ha influito sulla tua scelta?
«La scelta di dedicarmi alla moda, dopo la laurea in Economia, è stata dettata principalmente dal fatto che ho voluto seguire le mie passioni e ho voluto fare qualcosa che mi rappresentasse e che facesse emergere le mie capacità. Il momento difficile però è stato quello in cui ho iniziato ad inviare i primi Cv alle aziende: ho trovato delle porte sbarrate. Sono stati molti i casi in cui i responsabili del personale mi rispondevano che per ricoprire posizioni “junior” ero sovracurriculata (una laurea in Economia e una specializzazione in Fashion design in una delle migliori scuole milanesi è un bel bagaglio) mentre per candidarmi per posizioni manageriali non avevo l’esperienza sufficiente. A questa situazione si è aggiunta la crisi: è stato un duro colpo perché dopo tanta fatica e impegno non riuscivo a mettere in pratica quanto appreso e a concretizzarlo in una esperienza lavorativa seria».lastilista

Quindi cosa hai fatto?
«Essendo ormai certa della strada che volevo percorrere ho scelto di costruirmi la mia strada da sola. La prima cosa che ho prodotto è stato un libro-gioco per bambine che si chiama proprio La Stilista, acquistabile sia sul sito che agli eventi a cui partecipo. All’interno della confezione si trovano i disegni dei figurini di moda, i cartamodelli in miniatura e un kit esclusivo di tessuti e piccoli accessori utili per realizzare gli abitini per le modelle di carta. Seleziono personalmente i piccoli ritagli di stoffa che provengono da scampoli di sartoria, questo significa che il materiale contenuto all’interno varia da un album all’altro rendendo così ogni copia un pezzo unico da collezionare. E poi ho iniziato a disegnare e a realizzare abiti per le mie amiche più strette e poi per le amiche delle amiche e così via cercando sempre di interpretare i loro desideri e di aggiungere quel dettaglio o quel tocco di colore che rendessero il capo speciale e unico».

Se quindi anche una sarta: come hai imparato il mestiere?
«Visto che nel corso dei miei studi universitari l’approccio è stato molto teorico e molto poco pratico, ho deciso che la mia attività creativa sarebbe partita da qualcosa di pratico e manuale. Ho frequentato così il primo corso di taglio e cucito in Liguria e poi il corso di Modellistica a Milano perché, una volta imparato a tenere l’ago in mano e a usare la macchina da cucire, sentivo la necessità di apprendere a costruire il cartamodello per trasformare le mie idee in progetti reali e poi a disegnare il figurino per esprimere la totalità del mio mondo creativo».

Attualmente riesci a mantenerti con questa attività? Ti affiancano dei collaboratori?
«Il cammino fino ad oggi è stato in salita, ho iniziato con le piccole cose – la realizzazione del libro-gioco e dei primi abiti su misura- e facendo un passo per volta. Questo è un momento molto importante del mio percorso perché sto progettando la mia prima collezione, sto mettendo a punto i cartamodelli e sto facendo i prototipi, il tutto nel mio studio-atelier sulle colline liguri, a Lavagna-Santa Giulia. Sto cercando piccoli laboratori che mi possano aiutare a confezionare gli abiti e punti vetrina dove poter esporre le mie creazioni. Sono una libera professionista con partita Iva per cui si tratta di un lavoro a tutti gli effetti. Al momento però oltre a dedicarmi al mio progetto svolgo anche altre collaborazioni. Io disegno e realizzo i campioni, successivamente mi avvalgo dell’aiuto di una modellista esterna per mettere a punto i cartamodelli e di sarte esperte, anch’esse esterne».

Quali sono le difficoltà che stai incontrando e come le superi?
«Non è un percorso semplice, mi piacerebbe molto che qualcuno già esperto del mestiere mi trasmettesse le sue conoscenze come succedeva in passato quando i giovani andavano a bottega e imparavano dai più anziani. Credo che bisognerebbe creare dei momenti di incontro e di confronto tra vecchie e nuove generazioni perché sarebbe un valore aggiunto per entrambe. La burocrazia inoltre è spesso complicata, l’accesso al credito è altrettanto difficile, c’è troppa carenza informativa. Quello che servirebbe è un programma studiato ad hoc, semplice e funzionale, per aiutare realmente tutti quei giovani responsabili che hanno il coraggio di avviare un’attività imprenditoriale con i rischi e le soddisfazioni ad essa correlati».

Ti torna utile la tua laurea in Economia?
«Oggi sono molto contenta del mio percorso variopinto, sono certa che la laurea in Economia rappresenti una base molto solida per il mio lavoro, mi dà la forza di affrontare con lucidità tutti i problemi di tipo organizzativo e gestionale che vanno di pari passo con l’attività creativa».

Come oggi un giovane artigiano può svecchiare il proprio mestiere e attualizzarsi?
«Credo sia molto importante che i giovani facciano rete, bisogna comunicare e confrontarsi. Dall’incontro con gli altri possono nascere nuove sinergie, si possono sviluppare grandi progetti e si può crescere sia dal punto di vista professionale sia come persone. Sicuramente i social network sono uno strumento importante che, abbattendo i confini territoriali, può favorire l’incontro e lo scambio di opinioni, ma credo sia altrettanto importante vedersi di persona e parlare “tete à tete”. E a favorire questi momenti di scambio reciproco dovrebbero essere soprattutto le associazioni di categoria».

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Comments: 7

  1. Denny Bonicolini 09/08/2013 at 11:56 Reply

    Ho letto l’articolo, che ho trovato molto interessante, e dato che anch’io vorrei mettere su un’attività simile a quella di Angela, mi piacerebbe poter entrare in contatto con lei per chiederle qualche consiglio. Sarebbe possibile avere i suoi contatti?
    Grazie

  2. Patrizia 06/10/2013 at 23:08 Reply

    Noi a Bergamo abbiamo un laboratorio di confezione e stiamo aprendo una scuola di stilista modellista e taglio e cucito chi è interessato mi scrivere attraverso la mail oppure chiamare a questo n. 3296818316. Per sapere più informazioni.

    • Eleonora 30/09/2015 at 17:08 Reply

      Buongiorno,
      sono consapevole che il post è di due anni fa, quindi mi scuso in anticipo se la mia risposta è fuori luogo.
      Sono interessata a ricevere maggiori informazioni se il corso è ancora in atto o se per caso cercate personale da formare. Io ho iniziato un corso di modellista / sartoria presso la Scuola Silv di Bergamo (corso riconosciuto dalla regione Lombardia) e confeziona al momento per passione abiti per me – amiche e colleghe.
      Grazie e mi scuso se il post non è più valido.
      Grazie

  3. enzo 08/12/2013 at 22:12 Reply

    Sono un falegname ho 35 anni e cerco lavoro sono disposto a trasferirmi…….s
    e serve ho anche esperienza al controllo numerico

  4. daniela 20/09/2014 at 18:47 Reply

    buongiorno ho letto l’articolo di Elisa di Battista sulla giovane stilista laureata di Genova Angela Giulia Toso, è sono rimasta molto colpita dal suo percorso e vorrei contattarla per avere qualche informazione è possibile ?grazie

  5. Angela 27/09/2014 at 13:51 Reply

    Ciao Daniela, se vuoi scrivimi una mail a info@lastilista.com

  6. Maria Luisa 04/12/2014 at 14:40 Reply

    La storia di Angela non mi è nuova, molte mie allieve hanno cominciato come lei a cucire dopo la laurea, un po’ per hobby e un po’ per necessità ma alla fine non se ne sono pentite, inoltre il mio metodo e il mio kit sartoriale è accessibile a qualsiasi livello di conoscenza del cucito.
    Alcune temevano che fossero troppo “vecchie” e che il cucito andasse imparato da piccoline ma sono solo sciocchezze… Non c’è MAI un’età limite per imparare qualcosa di nuovo e per reinventarsi.

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