“Ho mollato il posto fisso per lavorare nella gelateria artigianale di famiglia”. E la laurea in Relazioni Pubbliche? Una marcia in più nel marketing e nell’economia aziendale

Chiara Soban
La gelateria di famiglia, Chiara, l’ha sempre vissuta da dentro: sin da bambina, nei mesi estivi, passava lì le sue giornate e a 7 anni già faceva i coni. Dopo la laurea in Relazioni Pubbliche a Milano, però, di opportunità lavorative ne ha avute parecchie e anche molto ghiotte. La sua decisione di iniziare a lavorare nella gelateria Soban, fondata 38 anni fa dal padre (rilevata da una precedente gelateria del 1924), infatti, non è stata l’unica via possibile, ma una vera e propria scelta fatta col cuore. Chiara Soban, 28enne originaria di Monfalcone (Gorizia), ci scrive per raccontarci il suo percorso di laureata gelatiera, e per spiegarci il valore aggiunto che la sua laurea offre alla storica gelateria artigianale Soban, a Valenza Po (Alessandria), riconosciuta tra le cinque migliori gelaterie italiane per il Golosario 2012, citata nel Gamberorosso e su diverse riviste.

Come sei arrivata alla decisione di lavorare nella gelateria di famiglia?
«Quando mi laureai, 5 anni fa, risiedevo a Londra, città in cui ho abitato per poco meno di un anno. Un po’ per curiosità mi candidai a diverse proposte di stage in Italia e mi stupii delle numerose risposte positive che ricevevo. Mi decisi a tornare in patria per iniziare a lavorare a Milano alla Candy Hoover Group, dove sono rimasta per due anni e mezzo, prima in Logistica Estera come pianificatrice di trasporti e poi come Corrispondente Commerciale Estero. Però un giorno ho capito che quella non era la mia strada…».

E cos’hai fatto?
«Ho avuto la fortuna di essere stata scelta per il servizio civile all’estero: nell’arco di un paio di settimane mi sono licenziata, rinunciando a un contratto a tempo indeterminato, e sono partita per 9 mesi per l’Albania come casco bianco in Servizio Civile. Questa e stata un’esperienza bellissima, di quelle che “cambiano la vita”, direi. Nei mesi trascorsi lì ho ripensato alla mia vita, a quello che avrei voluto fare “da grande”, e tornata in Italia mi sono decisa per la svolta artigiana».

Il coraggio di sicuro non ti manca. Cosa ti ha fatto propendere per l’artigianato?
«Ho sempre amato preparare i dolci, anche in Albania sfornavo torte in continuazione. Ho capito che è questo ciò che mi piace davvero fare. Ora, da oltre un anno lavoro in gelateria con la mia famiglia, mi occupo in parte del laboratorio quindi della preparazione di torte e semifreddi, lavoro in negozio, e insieme ai miei fratelli curo la parte comunicativa, seguendo i nostri profili Facebook e il sito che stiamo aggiornando. Sono contenta di quello che faccio, tutte le esperienze che ho avuto modo di fare mi servono nelle faccende quotidiane».gelato artigianale soban

La laurea, per esempio, in cosa ti sta tornando utile?
«Ogni giorno utilizzo le nozioni di pubblicità e studio del consumatore direttamente sul campo. Cerco di dare risalto alle novità, propongo nuovi gusti (come il gelato al gusto baklava, dolce tipico dei Balcani, ndr.) o abbinamenti inusuali, fidelizzo i clienti ai nostri prodotti e dove è possibile chiedo loro dei feedback. Dispongo le torte nelle vetrine pensando a ciò che ho studiato sul posizionamento dei prodotti nei supermercati. Insomma, puro marketing. Il tutto fatto con lo scopo di rendere partecipi le persone dell’amore verso il nostro lavoro e non per il puro e sterile obiettivo di vendere. E sfrutto la laurea anche in altro…».

Ad esempio?
«Nella parte pratica di amministrazione, aver sostenuto diversi esami di economia politica e aziendale ha i suoi vantaggi. Sto iniziando in questi giorni a importare in Excel tutti i dati di incassi e spese varie per creare dei piccoli bilanci con relativi grafici (anche aver lavorato in un ufficio export e creato decine di statistiche di vendita ora mi aiuta) per poter confrontare la stagione attuale con quelle passate. Cosa che mio padre ha sempre fatto con blocchetti e calcolatrice, ma credo che modernizzare il processo velocizzi il tutto. Inoltre, con l’aiuto dei miei due fratelli (uno grafico e designer autodidatta, creatore del sito) ci occupiamo della parte comunicativa. Aggiorniamo costantemente Facebook, Twitter e ideiamo brochure pubblicitarie da esporre nei negozi o portare ai festival a cui partecipiamo. Insomma, invece di lavorare in un’agenzia di comunicazione in cui si cura una piccola parte della campagna di promozione, io, ovviamente in piccolo, ne seguo personalmente tutti i passaggi».

Ma, data la crisi, come pensi di poter valorizzare l’azienda di famiglia?
«Secondo me in tutti i lavori occorre innovare, cambiare, abbattere certi costi. Noi, ad esempio, stampiamo da soli i materiali cartacei, così da ridurre le spese, a differenza di come farebbero i miei genitori. Non solo: cerchiamo di valutare con attenzione un’ampia rosa di fornitori prima di acquistare le materie prime. Il nostro è un gelato di alta qualità, e per queste ultime di certo non badiamo a spese».

Se non avessi avuto l’attività dei tuoi, però, cosa avresti fatto?
«Penso che avrei comunque scelto un lavoro artigiano: non amavo il lavoro d’ufficio, non faceva per me, mi sento realizzata a fare cose concrete. La laurea in Relazioni Pubbliche, invece, l’ho scelta perché amo comunicare e il contatto col pubblico, e all’epoca era innovativa».

Tagged: , , , , , , , , , , ,

Comments: 2

  1. […] Continua a leggere l’intervista sul blog di LaureatiArtigiani […]

  2. Fil 02/09/2013 at 15:04 Reply

    che bella storia…che fa riflettere…e mette anche un tantino in crisi…;-)
    complimenti!

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Leggi articolo precedente:
“Grazie al Web la mia azienda è cresciuta di 5 volte”. Filippo Berto ci racconta come ha fatto decollare Berto Salotti tra blog, Facebook e YouTube

La prima volta che ho incontrato Filippo Berto, poche settimane fa a Milano, durante il Fuori Salone,  mi hanno colpito......

Chiudi