“Il cuoio è lo strumento per arrivare al cuore delle persone”. Quando la manualità diventa terapia: la ricetta della psicologa artigiana

lafustella laboratorio sociale artigiano
Lei si definisce psico-artigiana, perché nel suo lavoro coniuga perfettamente la formazione da psicologa  con la capacità di modellare il cuoio, trasformando così la manualità in una vera e propria terapia. Alma Cati, 35 anni, originaria della provincia di Brindisi, si è laureata in Psicologia a Urbino nel 2004, e durante gli anni dell’università ha imparato a lavorare il cuoio. È nata così la sua passione per la manualità, che oggi associa a quella per la psicologia all’interno del laboratorio sociale itinerante La Fustella, a disposizione di persone con disagio sociale e disabilità.

Alma, come nasce l’idea di creare e portare in giro un laboratorio artigianale?
«Mentre lavoravo come educatrice in una comunità di minori ho compreso l’importanza del fare, del costruire con le mani qualcosa. Una vera terapia alternativa da adoperare nelle comunità, in ambiti di disagio sociale e in contesti diversi di disabilità sia fisica che psichica».

Tu stessa sai lavorare il cuoio…
«Sì, ho frequentato un corso di Antichi Mestieri promosso dalla Regione Marche durante gli anni dell’università, imparando la lavorazione del cuoio e conseguendo la qualifica di Operatore Lavorazioni Artigianali in Cuoio. Il corso è durato 200 ore in 6 mesi ed è stato davvero importante per imparare le tecniche di lavorazione, e nel frattempo facevo mercatini e mostre dove vendevo gli oggetti che realizzavo come borse, accessori, portafogli, come hobbista».fustellamanufatti

Dove si trova il laboratorio La Fustella?
«Io ora sto in Puglia, ma il laboratorio è itinerante, mi sposto con gli attrezzi a disposizione delle cooperative e delle comunità che lo richiedono».

Cosa osservi dall’unione di psicologia e manualità?
«Con l’attività artigianale si recuperano i talenti nascosti in ognuno, si “fa per il fare”, e i maggiori risultati li osservo con gli adolescenti. Il cuoio è diventato lo strumento per arrivare al cuore delle persone, è un aggancio che consente di scoprire talenti».

La Fustella è il tuo principale lavoro?
«È uno dei progetti che porto avanti, ma non l’unico. Come la gran parte degli psicologi liberi professionisti, seguo diversi progetti: sono stata educatrice e ora sono orientatrice oltre che psicologa clinica e di comunità. Ma il laboratorio è il progetto che vorrei ampliare sempre più anche magari chiedendo prestiti e informandomi in questo senso».

Ti senti più psicologa o più artigiana?
«Mi sento più artigiana: il mio sogno sarebbe quello di aprire una bottega oppure di un vero e proprio brand della Fustella, con un gruppo solido attorno. Ovviamente, per farlo servono parecchi soldi. La laurea in Psicologia, però, mi serve per avere un occhio più attento e per saper esplorare nelle attività che organizzo».

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1 comment

  1. Anna 23/10/2014 at 20:08 Reply

    Salve,mi chiamo Anna di Bari (sorda).
    Le mie creazione borse artigianali fatte a mano non solo all’uncinetto con vari materiali in made italy.
    Mi visita su FanPage di facebook :: https://www.facebook.com/passionfotoricamarte.it?ref=bookmarks

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