“Mi sento meglio con in mano un martello piuttosto che un mouse”. L’architetto che arreda con il metallo e tiene corsi di saldatura


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Alessandro Mason è figlio di un fabbro e di una sarta e, anche se oggi è architetto, porta nei geni la voglia di sporcarsi le mani, la dedizione per i mestieri manuali, l’inclinazione a lavorare dietro un bancone, in un’officina, piuttosto che in uno studio. Alessandro, 30 anni e una vita divisa tra Treviso e Milano, dove si è laureato in Architettura del Paesaggio al Politecnico, più che architetto si sente artigiano, e ora è da 4 anni che realizza a Treviso, nell’officina paterna, Gisto, pezzi d’arredamento esclusivi e unici, paraventi di lamiera, tavoli, oggetti in ottone e, da poco gioielli. A questi affianca installazioni e sculture metalliche che si integrano con il paesaggio, e che lui definisce “i miei sogni”: sono queste a renderlo a tutti gli effetti un artigiano-artista, sognatore ma concreto allo stesso tempo.

Alessandro, spiegaci meglio: di cosa ti occupi?
«Mi sono laureato due anni fa, ma mi sento più artigiano che architetto. Forse perchè sono figlio di artigiani e forse perchè mi sento meglio con un martello in mano piuttosto che con un mouse, fatto sta che ho iniziato a costruire le mie prime sculture quasi come fossero delle installazioni artigianali nel paesaggio, e parallelamente mi guadagno da vivere realizzando interamente da me oggetti d’arredamento come lampade, paraventi, tavoli, gioielli. Uso molto il legno ma soprattutto l’ottone e il metallo, che trovo molto elegante».

Ma come sei approdato al mestiere manuale?
«L’officina di mio padre è a un passo da casa, da bambino giocavo con la saldatrice, e a 15 anni gli davo una mano. A 22 realizzavo oggetti per pagarmi gli studi, e ora da 4 anni lo faccio come lavoro a tutti gli effetti. Inoltre mi appoggio anche agli artigiani della zona. Trovo abbia più senso collaborare con gli altri: in un certo senso ho un’officina grande come il mondo».paravento decorazioni a trapano

È molto bella come immagine. Ma non hai mai pensato di fare l’architetto, il mestiere per il quale hai studiato?
«Sì, mi sono avvicinato varie volte, mi piaceva ma il sistema funzionava poco, c’era troppo sfruttamento. Allora ho pensato che mi convenisse avviare un’attività in proprio, cosa che era più vicina alle mie corde, rispondeva a una necessità e a un desiderio che avevo».

Hai assecondato le tue inclinazioni, insomma…
«Sì, già da bambino mi vedevo sia a progettare che a creare cose da me. E poi oggi diversi ambienti sono saturi, e allo stesso tempo un fabbro ha la stessa dignità di un banchiere, bisogna recuperare la tradizione manuale. Io ad esempio tengo anche corsi di saldatura…».

Spiegaci meglio…
«Sto aprendo l’officina Gisto sia ai designer che vogliano imparare a saldare, che a tutti coloro che vogliano cimentarsi nell’autoproduzione. Insegno a saldare con corsi a pagamento che durano una giornata durante il week end e costano circa 80 euro, con sconti per studenti; in più faccio da assistente a chi voglia autoprodurre le proprie idee mettendo a disposizione gli strumenti dell’officina per tutto il giorno a circa 100 euro. Sono attività che mi danno molta soddisfazione e mi collocano a metà tra l’artigianato e il design autoprodotto, che se in Italia non è molto sviluppato, lo è invece nel Nord Europa. E poi finalmente apro l’officina che invece, per tradizione, è un ambiente piuttosto chiuso».

Ma l’università cosa ti ha lasciato?
«Tantissimo, e sono contentissimo dell’università che ho scelto perché mi ha insegnato a vedere bene le cose, a guardarmi intorno, e non è un caso se molti dei miei lavori sono molto legati al paesaggio e a una visione poetica che ho imparato da molti architetti e artisti che ho studiato. Eppure, solo perché si è architetti non si deve per forza finire lavorare in uno studio…».

Come promuovi i tuoi prodotti artigianali?
«Tramite siti internet di e-commerce come Reputeka, molto passaparola e partecipazione a tanti eventi e convegni, oltre ad avere un mio sito».

E cosa consiglieresti a un giovane oggi?
«…di leggere Walt Whitman».

Parliamo della tua anima di artista, delle tue installazioni…
«Quelle sono i miei sogni e c’entrano con l’artigianato, in qualche modo sono strumenti che ci avvicinano alla natura. Le ho realizzate in occasione di festival e concorsi all’interno del paesaggio poi e le documento. L’anno scorso al Fuorisalone di Milano, ad esempio, ho realizzato un’installazione che produceva musica grazie allo scorrere dell’acqua del Naviglio. Quest’anno, invece, sarò all’interno della mostra Bla Bla alla Fabbrica del Vapore dal 9 al 14 aprile, con un video per officina Gisto realizzato da GOGA e Alessandro Fiorin Damiani che si intitola “Saldatura”, e poi esporrò un’installazione in ottone all’interno della sezione ArkiZoic Bellum. E qualche altro lavoretto per degli amici designer all’interno di Lambrate at work».

La foto di Alessandro Mason è di Silvia Rizzi

Author: Elisa Di Battista

Giornalista, classe 1982, mi occupo di mondo del lavoro, giovani e artigianato.

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Comments: 4

  1. Michele 12/04/2013 at 10:11 Reply

    Molto interessante.
    Sapete dirmi se ci sarà qualche installazione anche in Toscana? Per esempio a Firenze alla Mostra dell’Artigianato ad Aprile oppure ad Artigianato e Palazzo a Maggio?
    Grazie

  2. Elisa Di Battista 13/04/2013 at 15:57 Reply

    ciao Michele.
    Alessandro purtroppo non sarà alla Mostra dell’Artigianato di Firenze.. Ma ti consigliamo di seguirlo direttamente sul suo sito internet indicato nell’articolo 🙂

  3. Alessandro Mason 13/04/2013 at 21:43 Reply

    Ciao MIchele, non sapevo di questa fiera a Firenze ma ora mi informerò, sinceramente non ho mai partecipato a delle fiere perchè fino ad ora i progetti che ho fatto sono sempre stati “cuciti” addosso a delle persone o a delle situazioni, l’artigianato lo vedo così al momento, ovvero il massimo della personalizzazione, come ha raccontato Domitilla Dardi in questo articolo legato ad una mia lampada http://www.alessandromason.com/news/042013-by-domitilla-dardi/ (ti ho messo l’articolo perchè lei è molto più brava spiegare di me) Non so se mi sono fatto capire ma mi piace che gli oggetti abbiano delle storie. Comunque sembra molto interessante quella fiera, installazioni in toscana per ora non ne ho in programma, ma spero presto!

  4. Michele 15/04/2013 at 13:52 Reply

    Ok…grazie a tutti!

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