Dalla carriera dirigenziale alla piadineria artigianale. Un cambio di vita per amore della famiglia

francesca de lucchi divina piadina

In questa storia, oltre all’amore per la manualità e la cucina, fa capolino anche la dedizione per la famiglia, che ha spinto Francesca De Lucchi, 36enne laureata in Economia, a lasciare una promettente carriera da responsabile commerciale in azienda per aprire nel 2006 una piadineria artigianale nel cuore di Milano, Divina Piadina. Sono state le esigenze di moglie e mamma a spingerla ad aprire una bottega tutta sua, e la sua laurea è stata un buon punto di partenza per fare le scelte di business giuste.

Francesca, dal reparto commerciale di un’azienda sei passata alla piadineria. Come hai imparato a fare piadine?
«Ho osservato un professionista che le faceva, quindi ho iniziato a sperimentare da sola, tra ingredienti e impastatrice, e ho provato e riprovato finchè in qualche mese non ho trovato la mia ricetta segretissima e speciale».

Avere un’attività in proprio ti sta dando diversi vantaggi…
«Sì, ho sempre desiderato una famiglia, dei figli, e avere tanto tempo da dedicare loro. E così ho deciso di lasciare un lavoro sicuro, che mi piaceva ma che mi portava sempre in viaggio, per aprire la piadineria. In questo modo posso seguire mia figlia in ogni momento e la porto sempre con me al lavoro. E oltretutto un lavoro manuale come questo, a stretto contatto coi clienti, mi soddisfa di più perché li vedo tornare contenti per condividere un momento conviviale. Rispetto a un lavoro dirigenziale, l’appagamento è più diretto e quotidiano».divina piadina milano

C’è qualcosa che ti manca del tuo precedente lavoro?
«Veramente nulla, anche se quando lavori in proprio non hai uno stipendio certo, devi seguire la concorrenza, il mercato, soddisfare le esigenze del cliente. Però non ho fatto questa scelta per ripiego, anzi, ho proprio scelto questa vita per poter dedicare più tempo alla mia famiglia ed essere più libera».

Quali difficoltà hai incontrato?
«La piadineria ha molta concorrenza, io punto sulla qualità, con oltre 40 ingredienti e una proposta del giorno sempre diversa. Certo, oggi il mercato è saturo e l’accesso al credito impossibile, bisogna avere idee nuove e diverse. Ho assunto un dipendente fisso e l’attività è apprezzata, infatti Vivimilano mi ha assegnato la palma d’oro come piadineria tra le migliori di Milano».

Ti sta servendo la laurea in Economia per la tua attività?
«Sicuramente sì, oggi un titolo di studio universitario serve anche per chi avvia attività di questo genere perché ci sono maggiori criticità rispetto a un tempo. Grazie ai miei studi e alla mia esperienza posso capire da sola come sta andando e come affrontare le difficoltà, senza bisogno di consulenti o fiscalisti».

Author: Elisa Di Battista

Giornalista, classe 1982, mi occupo di mondo del lavoro, giovani e artigianato.

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Comments: 2

  1. […] hanno lasciato un posto di lavoro sicuro per intraprendere la strada dell’artigianato (come la manager che fa piadine artigianali), e altri che scelgono di non lavorare nell’ambito per il quale hanno studiato, anche se […]

  2. Elisa Di Battista 01/04/2013 at 10:27 Reply

    Grazie mille amici di Ulaola per lo spazio che ci avete dedicato!! Se avete storie da segnalarci e spunti siamo qua!! 😉

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