Attenzione per il riuso, eco-design e recupero di antiche tradizioni: le nuove frontiere dell’artigianato

strumenti orafo
I temi del riuso e del riciclo stanno, in questa fase di crisi, diventando sempre più centrali. Vuoi per un recupero delle materie prime, che si sceglie di non sprecare, vuoi perché sempre più spesso ci ritroviamo a fare i conti con vecchi oggetti lasciati in cantina, abbandonati e da recuperare per risparmiare qualche euro.

E così stiamo incontrando spesso giovani artigiani che si dedicano all’uso degli oggetti abbandonati e di materie di scarto per creare nuovi prodotti: dagli accessori ai bijoux, fino ai complementi d’arredo. In questi mesi abbiamo dato voce all’energica Serena, un architetto marchigiano che per far fronte alla crisi e ai clienti che scarseggiano, si è reinventata eco-designer, con il suo laboratorio pieno di oggetti recuperati. Allo stesso modo, Lucy, chimico messinese (e vulcano in eruzione proprio come l’Etna che domina la sua terra), recupera oggetti come vecchi copertoni e specchi e bottiglie e regala loro nuova vita proponendoli quali oggetti d’arredo di grande effetto. E Tatiana, laureata in Educazione Ambientale a Milano, realizza gioielli non convenzionali partendo da materiali d’eccezione: floppy disk, gomma, cd, pastelli, dimostrando con la propria abilità manuale e l’amore per l’artigianato, il rispetto per l’ambiente che la circonda e il riciclo creativo.

E poi in quest’ultimo mese abbiamo incontrato laureati artigiani che stanno recuperando tradizioni antiche, mestieri del passato che in pochissimi decidono di fare. Un’orafa, Sara, che dopo la laurea all’Accademia di Brera in Product Design, ha optato per la bottega invece che per l’ufficio. Si è rimessa a studiare frequentando corsi per diventare orafa e ora, ogni giorno con dedizione, realizza orecchini, bracciali, gioielli con metalli preziosi, pensando a chi li indosserà. In provincia di Chieti, invece, Lorenzo da autodidatta sta recuperando la vecchissima tradizione del gobbo abruzzese, e quella del coltellaio sta diventando sempre più una professione da passatempo che era. Elisa, Giulia ed Elisa, invece, dopo la laurea si sono innamorate del mosaico e si sono iscritte alla Scuola di Spilimbergo per apprendere i segreti di questo mestiere antico, che richiede pazienza, attenzione e senso estetico, a metà tra l’arte e l’artigianato.

Ci hanno colpito l’attenzione per i particolari, l’amore per il recupero di antichi saperi, la voglia di rimettersi in gioco quando magari altri decidono che un traguardo è stato raggiunto e preferiscono aspettare che un lavoro “piova dal cielo”, o che ormai “quel che è fatto è fatto”. Queste storie invece ci insegnano la voglia di cominciare o ricominciare per seguire un sogno…

Author: Elisa Di Battista

Giornalista, classe 1982, mi occupo di mondo del lavoro, giovani e artigianato.

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