Le borse che fanno la linguaccia di Fritlex, l’artigiano che ha inventato un “pacchetto anticrisi” per giovani creativi

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Mentre lo intervisto sta dipingendo con l’aerografo gli occhi di una fenice per un carro del Carnevale di Santhià: Alex Gavazza non è solo artigiano, illustratore, insegnante di ballo. E’ un creativo a tutto tondo. In arte Fritlex, Alex, 27enne di Crova (Vercelli), è laureato allo IED in Illustrazione per l’Infanzia, e per lui colori e disegni sono pane quotidiano, tanto da aver creato un’impresa tutta sua in cui realizza a mano borse e gadget di stoffa.

Lo avevamo incontrato alla Fiera dell’Artigianato di Milano, prima di Natale, al suo stand colmo di borse e sciarpe coloratissime e giocose (alcune fanno persino la linguaccia), molte ispirate ad “Alice nel paese delle meraviglie”, perché lui, in fondo, si sente un po’ simile al Cappellaio Matto.

Alex, come hai deciso di iniziare a produrre borse e accessori?
«Dopo il diploma come Illustratore ho lavorato come grafico di borse in due aziende e da lì è sorto l’interesse, affiancato dal fatto che in famiglia ho sempre respirato l’aria della sartoria: mia mamma è sarta e lavora nel settore dell’abbigliamento e dei costumi di Carnevale».fritlexbottega

Ecco il tema del Carnevale che torna. Ma come illustratore hai mai lavorato?
«Ho fatto il grafico per alcune aziende locali, ma purtroppo non nel settore editoriale, che è molto in crisi. Fare solo l’illustratore oggi non darebbe modo di guadagnare abbastanza e di viverci. Poi mi sono stancato delle varie delusioni lavorative, avevo qualcosa da parte e ho deciso di rimboccarmi le maniche e mettermi in gioco».

E così sei approdato all’artigianato…
«Esatto, ho dato vita a Fritlex nel 2010. Qui do forma alla mia creatività, disegno le borse, le sciarpe, gli astucci, gli accessori e li realizzo a mano. Mi supervisiona la supervisione la mia famiglia, che mi ha dato dritte importanti per quel che riguarda l’attività manuale e i trucchi del mestiere. Finora ho creato diverse linee, mi lascio guidare dalla mia fantasia, da ciò che mi piace, da ciò che vedo in giro e mi colpisce, e anche dalle favole come “Alice nel paese delle meraviglie”, che ha ispirato la collezione estiva dell’anno scorso».

Ti occupi tu di tutto?
«Sì, prima creo un’immagine, cerco un modello, applico il disegno al modello che poi viene personalizzato con le mie illustrazioni. Lavoro anche su commissione, realizzando borse personalizzate su richiesta del cliente. Per realizzare una borsa ci impiego qualche giorno, dipende sempre quanto sono semplici o elaborate. E poi a Torino ho anche un negozio in cui vendo i miei prodotti e che per ora sta andando bene. Certo, ci vuole molto sacrificio, dormo poco per riuscire a fare tutto, ma almeno faccio ciò che mi piace».

Oggi l’artigianato può essere una strada per i giovani che cercano lavoro?
«Per me è stato un modo per esprimermi ma anche per reinventarmi professionalmente. Per aiutare giovani creativi ho pensato anche a un “pacchetto anticrisi”: loro mi portano i loro disegni e i loro modelli e io li applico sugli accessori che scegliamo creando così mini collezioni da rivendere. In questo modo creo lavoro: do loro l’opportunità di realizzare piccole collezioni basate sulle proprie idee, ma appoggiandosi a me come artigiano, al mio laboratorio e ai miei strumenti».

Ma toglici una curiosità: cosa significa Fritlex?
«Da un lato è una dedica a mia mamma Tiziana, che mi accompagna con il suo appoggio e i suoi consigli in questo viaggio, dall’altro sembra suggerire a chi esplora questo mondo “ti sei fritto il cervello?!”, evidenziando il lato meno razionale e più dionisiaco di Fritlex».

Immagini dal sito www.fritlex.it 

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1 comment

  1. Senza dubbio un eccellentepost. Visito con interesse il sitoweb. Continuate così.

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