Il design incontra oggetti abbandonati e materiali di scarto: ecco un laboratorio di prodotti artigianali molto creativi

Lucy Fenech OroDesign

Di lei ti colpiscono la grinta e lo sguardo magnetico. Della sua giovane azienda artigiana, il carattere di sostenibilità e l’originalità creativa. Lei si chiama Lucy Fenech, ha 37 anni, è della provincia di Messina e ha alle spalle un dottorato in Chimica: da un anno ha fondato un laboratorio artigiano che si chiama OraDesign, dove oggetti usati in nuovi prodotti di design, ecosostenibili e decisamente fashion. L’abbiamo conosciuta al Macef di Milano, lo scorso week end. Ecco cosa ci ha raccontato…

Lucy, come sei approdata all’artigianato da un dottorato in Chimica?
«Parallelamente al dottorato e al lavoro che per anni ho svolto come responsabile chimico in un laboratorio di analisi ambientale, ho sempre coltivato diverse passioni, tra cui quella per la cooperazione internazionale, gestendo da oltre 10 anni il Centro Mondialità Senza Frontiere; e quella per l’ambiente, per cui ho tenuto corsi di educazione ambientale nelle scuole. Da queste esperienze ho capito quanto materiale vada sprecato, a cui invece si può ridare nuova vita».

Come nasce OraDesign?
«Nasce con lo scopo di recuperare oggetti rotti o da buttare, come copertoni, sedie inutilizzabili, vecchi vassoi, specchi… Li ripulisco, li vernicio, li sistemo e li trasformo. I copertoni diventano pouf, l’ardesia riveste vasi e bottiglie, le sedie rinascono e diventano oggetti di design. E poi mi occupo della promozione sui social network, della comunicazione, delle foto…».Oro Design

Bisogna avere buona manualità, però, per mettere a posto gli oggetti. Come hai imparato?
«Per imparare a levigare il legno sono andata a bottega da un falegname, mentre mio padre mi ha insegnato a usare la sega a nastro e altri strumenti. Alla base comunque c’è la creatività, che mi ha sempre accompagnata».

E i materiali dove li reperisci?
«Oltre a privati che si sbarazzano di oggetti che non usano più, ho accordi con 5-6 aziende della mia zona, poche ma utili, che mi fanno avere i materiali che buttano via. E anche i prodotti che uso per sistemare gli oggetti, come i colori e la colla vinilica, sono scarti aziendali».

Quale investimento è stato necessario?
«Qualche migliaio di euro, e attualmente riesco a gestire i costi del furgone, del laboratorio e le varie spese grazie alle entrate. In appena 2 mesi ho rimesso a nuovo circa 300 pezzi, moltissimi realizzati su commissione per locali e bed&breakfast».

Hai mai pensato di chiedere finanziamenti?
«Per i primi 6 mesi dopo l’avvio ho speso molte energie per partecipare ad eventi dedicati alle start up presentando l’idea imprenditoriale, ho imparato a stendere un business plan. L’esperienza è stata stimolante ma mi sono resa conto che i finanziatori investono più sul digitale. Allora ho tenuto la porta semiaperta e mi sono buttata a capofitto nell’attività artigiana, producendo oggetti per venderli e quindi sostenere le spese».

Ma perché hai scelto di abbandonare la chimica per un mestiere manuale?
«Avevo voglia di cambiare lavoro, anche se di contratti e proposte professionali ne avevo parecchi. Semplicemente, l’attività artigiana risponde a una mia passione e mi fa vibrare di più. Lo studio mi ha dato enormi soddisfazioni, la laurea in Chimica mi ha insegnato a pormi domande e a trovare soluzioni concrete, che è il modello che applico nel lavoro».

Alla chimica torneresti?
«Per un chimico la cosa più bella è la ricerca. Se tornassi, tornerei per fare questo, però nel futuro preferirei fare altro. Il mio laboratorio mi appassiona perché posso creare, usare le mani, cosa che ha un forte valore terapeutico che ad esempio il lavoro al pc non dà. Quando mi metto al lavoro sugli oggetti, strumenti e colori, mi sento una privilegiata. A volte mi sento “inadeguata”, ma solo perché mi sto mettendo in gioco. Capita sempre quando stai crescendo».

Author: Elisa Di Battista

Giornalista, classe 1982, mi occupo di mondo del lavoro, giovani e artigianato.

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Comments: 2

  1. Max Are 17/02/2015 at 15:09 Reply

    complimenti Lucy !

  2. Max Are 17/02/2015 at 15:09 Reply

    Complimenti!

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