Riciclo creativo: da educatrice ambientale ad artigiana di gioielli non convenzionali

Tatiana Stoppa Artedì

I cd che non si ascoltano più, i pastelli rimasti nell’astuccio dai tempi della scuola, i floppy disk che ormai non ricordiamo più di avere, le bottiglie di plastica vuote. A tutti questi e a molti altri materiali, Tatiana Stoppa, 38enne della provincia di Milano, regala nuova vita. Tatiana è sempre stata sensibile ai temi dell’ambiente, e appassionarsi a tutto ciò che ha a che fare con riciclo e riuso è stato (è il caso di dirlo)… naturale. Sì, perché da educatrice ambientale è diventata artigiana e ora produce gioielli non convenzionali con materiali di riutilizzo e naturali: dalla gomma alle matite usate, passando per dvd, bottoni, camere d’aria, metalli e terre. Lavora in uno spazio condiviso, quello di Made in Mage a Sesto San Giovanni (ex area Falck), gomito a gomito con tanti altri artigiani come lei.

Come è nata questa passione per i gioielli non convenzionali creati con materiali di recupero e di scarto?
«A livello hobbistico lo faccio da anni, ma solo da marzo 2012 ho scelto di aprire la partita Iva e avviare l’attività artigiana a tutti gli effetti. Con la partita Iva cambia tutto: hai modo di entrare in rapporto con altri artigiani e i negozianti, cosa che invece non accade se sei un semplice hobbista, come se non avessi la stessa autorevolezza. Lavorare in Made in Mage inoltre mi consente di confrontarmi con altre realtà e di partecipare insieme a eventi e fiere, insomma, uniti si è più forti».

Come recuperi i materiali che usi per le tue creazioni?
«Da persone che accantonano materiali vari o può capitare che utilizzi quelli che altri artigiani di Made in Mage scartano, come le zip. Io li trasformo e modello per creare anelli, bracciali, collane, orecchini, cerchietti… Ci sono materiali che usi tali e quali, altri, come cd e dvd, che van trasformati col calore».

Tu però sei laureata in Scienze Ambientali e sei stata educatrice ambientale per molto tempo…
«Sì, ho fatto questo mestiere per 12 anni, accompagnando le classi di studenti lungo itinerari nei parchi o  percorsi didattici in tema di ambiente, natura, riciclo. E’ un mestiere che amo molto e molto stimolante, soprattutto per il contatto con gli studenti. Ora non escludo di portarlo avanti parallelamente all’attività artigiana, e magari autonomamente».Tatiana Stoppa collana con camera d'aria

Ma hai cambiato mestiere perché eri precaria?
«No, ero consapevole che la professione di educatore ambientale è legata a contratti a termine. Ho deciso di dedicarmi all’artigianato per scelta e passione. In questo momento sono in una fase di avviamento in cui riesco a essere in attivo, anche se di poco, e ciò mi conforta, ma spero di riuscire a viverci ancora meglio».

Nel tuo laboratorio cosa porti con te del tuo bagaglio di studi e professionale?
«La laurea in Scienze Ambientali mi ha dato molte nozioni tecniche ed è da lì che nasce l’interesse per il tema dei rifiuti: ho studiato il processo di smaltimento, riciclo, riuso. E forse non è un caso se io, con le mie creazioni, faccio appunto un riuso dei materiali, destinandoli a nuova vita. La manualità è innata, ma di sicuro i numerosi laboratori seguiti all’istituto chimico-biologico mi hanno aiutata a maneggiare strumenti e imparare a trasformare le materie, ad esempio con sverniciatori ad alte temperature».

Dove distribuisci e come ti promuovi?
«Oltre a vendere personalmente, distribuisco presso negozi di amici e conoscenti di fiducia, dove posso spiegare i miei gioielli con l’amore che ho dentro sicura di essere capita. Per la promozione mi baso sul passaparola e ho un sito (Artedì), anche se devo investire sia nel suo miglioramento che nella distribuzione».

Quali sono le maggiori difficoltà che incontri?
«Beh, diciamolo, aver deciso di cambiare del tutto mestiere significa aver deluso le aspettative di chi, laureata, mi vedeva dietro una scrivania, magari a ricoprire un ruolo dirigenziale. Invece vado al lavoro con i jeans e torno con le mani sporche di colori. Devo fare i conti con queste cose, ma sono convinta che se non avessi iniziato questo percorso, sarei rimasta in sospeso e insoddisfatta, e tutto quanto nella mia vita ne avrebbe risentito».

Data la tua esperienza, come lo vedi il lavoro manuale?
«Per me l’artigiano è sempre stato il maestro che possiede enorme esperienza e lavora il rame, la lana, il legno… Oggi vedo tanti giovanissimi intraprendere questa strada con entusiasmo. E se da un lato molti, laureati e non, si trovano a svolgere un lavoro d’ufficio che è per molti versi alienante, dall’altro mettere in moto le mani e la mente dà una soddisfazione che pochi altri mestieri danno».

Author: Elisa Di Battista

Giornalista, classe 1982, mi occupo di mondo del lavoro, giovani e artigianato.

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Comments: 3

  1. vintage clothes online 16/04/2013 at 23:17 Reply

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  2. Elisa Di Battista 17/04/2013 at 22:27 Reply

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  3. Danila D'inca' 27/02/2017 at 16:37 Reply

    Dove posso vedere e comprare le.tue creazioni

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