Due fratelli architetti alla guida della pelletteria di famiglia “Mastro Geppetto non esiste più, bisogna essere smart e tecnologici”

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In questo post vi proponiamo la storia di due fratelli, Lorenzo e Andrea Pinetti (33 e 34 anni) che, dopo la laurea in Architettura, hanno deciso di prendere in mano le redini dell’azienda di famiglia, che produce prodotti di pelletteria a Bergamo dal 1983. Abbiamo voluto puntare l’attenzione sul ruolo che una laurea può giocare oggi per un giovane che voglia fare l’artigiano/imprenditore dando nuova linfa a un’azienda a conduzione famigliare. E Lorenzo ci ha dato anche consigli interessanti per chi, una propria attività artigiana, sta proprio pensando di avviarla.

Di cosa vi occupate in azienda?
(Lorenzo) «Io mi occupo più della parte commerciale mentre mio fratello Andrea, che è entrato in azienda da 3 mesi dopo 9 anni da professionista in studi di architettura, segue maggiormente la parte della produzione e ingegnerizzazione dei prodotti e del design».

Siete entrambi architetti: vi sta tornando utile la vostra laurea?
«Sì, specialmente quando abbiamo a che fare col design degli articoli che realizziamo, e c’entra naturalmente per l’aspetto del disegno e dell’ideazione del prodotto. Grazie ai nostri studi partiamo dall’uso delle nuove tecnologie informatiche, in particolare dai sistemi CAD e i macchinari da taglio CAD per la pelle, oltre ai sistemi gestionali e CRM. Tutti questi strumenti aiutano a migliorare la qualità del lavoro, e sono tecnologie innovative che i nostri genitori non usavano».

La parte più manuale della vostra attività chi la segue?
«Abbiamo 9 persone che lavorano in produzione e lavorano manualmente e con macchinari d’avanguardia la pelle, senza catene di montaggio ma con una produzione totalmente artigianale. Io mi occupo della parte più commerciale e dei bisogni dei clienti, ma sin da bambino ho vissuto pienamente l’azienda: ho imparato da piccolo a sviluppare i prototipi, tagliare, cucire e montare la pelle. Se sai fare manualmente tutto questo, è anche più facile poi progettare gli articoli stessi».

Ma ti senti più architetto, artigiano o imprenditore?
«Tutti e tre, sono aspetti complementari. Nel settore della pelletteria la produzione è ancora manuale, e in questo sono artigiano. L’architettura mi ha sempre affascinato, ma comunque oggi è un settore non più florido. In azienda, per necessità, devo seguire gli aspetti commerciali: esportiamo il 90% dei nostri prodotti in gran parte del mondo e partecipiamo a molte fiere».

Rispetto a chi avvia da solo un’attività artigiana, di sicuro voi siete avvantaggiati. Ci sono consigli che vi sentite di dare?
«Oggi chi inizia incontra molte difficoltà, eppure non so quanti siano ad avere il coraggio che i nostri genitori, partendo da zero e senza esperienza 30 anni fa, hanno avuto. Di sicuro è importante una passione, grande e chiara, per un mestiere artigiano, che faccia da guida. Poi è necessario vedere il lavoro artigiano come un’attività imprenditoriale…».

In che modo?
«Mastro Geppetto non esiste più, bisogna guardare a un mercato che è il mondo intero, essere smart con il web e l’informatica, aiutandosi con il titolo di studio. Non è più come 30 anni fa, quando la bottega era sotto casa e il mercato solo locale. Oggi l’artigiano deve portare il made in Italy nel mondo, e i giovani possono farlo se le generazioni precedenti lo consentono».

Vuoi dire che non sempre è possibile?
«Ho molti amici laureati che sono entrati in aziende di famiglia artigiane promuovendo l’investimento e l’innovazione senza perdere la tradizione. Non tutti però ci riescono a causa del cambio generazionale: a volte la famiglia d’origine, troppo chiusa, impedisce quei cambiamenti e quelle piccole rivoluzioni che un giovane, magari laureato, può apportare. Ad esempio nell’ambito del marketing e della comunicazione digitale…».

Voi quanto puntate su quest’area?
«Molto. Infatti quest’anno su 3 nuove assunzioni abbiamo inserito anche una giovane laureata con master in Comunicazione e Marketing che seguirà la pagina Facebook, il sito in costruzione e questi aspetti che oggi sono fondamentali per farsi conoscere».

Author: Elisa Di Battista

Giornalista, classe 1982, mi occupo di mondo del lavoro, giovani e artigianato.

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1 comment

  1. claudia manieri 23/05/2014 at 09:51 Reply

    e il nome dell’azienda? come si può contattarla? ha un sito internet
    grazie
    Claudia Manieri

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