Dal master in sviluppo sostenibile alla bottega
Quando la passione per la bici diventa un lavoro

giovanni simoni

Dal master in Sviluppo Sostenibile all’apertura di un laboratorio di biciclette il passo è breve. Anzi, lo è la pedalata. Per capire come si fa, bisogna chiederlo a Giovanni Simoni, 28enne di Bologna che ha deciso di aprire Ri.Ciclo, una bottega in cui costruisce biciclette nel cuore del capoluogo emiliano, in via Urbana. E così – con una Laurea in Lettere, due master e 3 anni vissuti in Olanda – ha dato voce (e mani) all’esigenza di costruire qualcosa da sé, di dedicarsi a un lavoro pratico e dare spazio all’voglia di imparare. E, perché no, al suo spirito imprenditoriale, provando a dare una spallata alla crisi.

Giovanni, hai inaugurato la tua bottega lo scorso agosto, ma come ci sei arrivato?

«Sono rientrato in Italia dopo essere stato 3 anni in Olanda per studio, anche se sapevo che non sarebbe stato facile trovare un lavoro qui. Infatti, nonostante le mie qualifiche, non mi si sono spalancate porte, allora ho deciso di seguire la mia voglia di fare qualcosa di manuale. Penso sia fondamentale saper fare cose concrete, oltre ad avere un buon percorso di studi, che però non basta».

E hai pensato di costruire biciclette…

«Esatto, è la mia passione da 10 anni, con lei ho trascorso tante vacanze da solo in giro per l’Europa, la adoro come mezzo e come stile di vita. E poi è affine a ciò che ho studiato, alla mia formazione più recente, perché è il mezzo ecologico per eccellenza e mi consente di costruire con le mani oggetti che mettono in pratica i valori di sostenibilità e rispetto per l’ambiente che porto con me».

Ma come hai imparato il mestiere?

«Ho fatto il garzone di bottega, ho bussato alla porta di Romano, biciclettaio storico di Bologna e per 2 mesi ho lavorato insieme a lui 12 ore ogni giorno, imparando ciò che mi serviva per riparare e costruire biciclette di qualità. Non mi pagava ma ero felice perché imparare era tutto ciò che desideravo».

E poi come ti sei messo in proprio?

Ri-Ciclo Biciclette«Poi gli ho chiesto se poteva cedermi l’affitto di un piccolo deposito adiacente alla sua bottega, mi ha permesso di sgomberarlo e pulirlo, facendo tutto da solo. In questi mesi ho fatto pratica, ho iniziato a produrre bici per capire le risposte della gente, recuperando cicli usati e aggiungendo anche pezzi nuovi, realizzo biciclette non proprio low cost, sui 350 euro. L’investimento iniziale per gli strumenti si è aggirato intorno ai 3000 euro, che ho potuto spendere grazie a un amico che mi ha dato una mano. L’affitto non è alto, fortunatamente, considerata la posizione centrale del locale».

Una cifra relativamente bassa per iniziare. E per ora quali feedback stai avendo?

«Direi molto buoni: in molti passano in laboratorio per vedere, curiosare, commissionare bici. Certo tra tasse, contributi, affitto e costi della partita Iva non sarà facile di sicuro, ma già in un anno capirò come sta andando. Ad ogni modo mi piacerebbe anche favorire la cooperazione tra artigiani della zona: non temo la competizione, anzi, potremmo ritrasformare Bologna in città delle bici».

Author: Elisa Di Battista

Giornalista, classe 1982, mi occupo di mondo del lavoro, giovani e artigianato.

Comments: 5

  1. Paola 04/12/2012 at 01:34 Reply

    Complimenti Elisa!!! Grazie di riportare le testimonianze di ragazzi che in questo periodaccio hanno saputo inventarsi un lavoro realizzandosi!!! Poi secondo me le attività manuali sono davvero gratificanti… e creare qualcosa di concreto aiuta a mantenere la salute mentale, al contrario del lavoro in ufficio…:)

    • Admin 04/12/2012 at 11:03 Reply

      ciao Paola! Hai ragione, sai, sono d’accordo con te! Il lavoro manuale gratifica e soddisfa (anche quello mentale, comunque), e penso che un titolo di studio universitario possa portare spesso del valore aggiunto. Bello, poi, leggere di chi sa reinventarsi… Tu hai mai pensato di dedicarti a un lavoro artigiano?

  2. Paola 04/12/2012 at 01:42 Reply

    Complimenti Elisa!!! Grazie di riportarci le testimonianze di ragazzi che alla faccia di questo periodaccio hanno saputo inventarsi un mestiere!!! Poi secondo me le attività manuali sono le più gratificanti… e creare qualcosa di concreto aiuta a mantenere la salute mentale che spesso si perde negli uffici o in certi ambienti 🙂

  3. Para 16/12/2012 at 18:41 Reply

    Grande Ely! Molta gente tende sempre a seguire il proprio indirizzo lavorativo in base agli studi fatti, mentre si potrebbe benissimo creare qualcosa di veramente concreto anche seguendo vie alternative e creative 🙂 .. Io ad esempio in futuro vorrei fare l’organizzatore di eventi manga >.<

    • Elisa 18/12/2012 at 00:21 Reply

      ciao!! Certo, a volte è proprio quel tocco di creatività e intraprendenza la base per fare qualcosa di concreto e personale, e chi l’ha detto che debba necessariamente essere in linea con quanto studiato? Non tutti i percorsi per essere vincenti sono lineari e coerenti, a volte c’è l’incoerenza, quella buona, quella ricca, che consente di esprimersi, di realizzarsi, di costruirsi un futuro professionale. Per quanto riguarda la tua aspirazione, di sicuro è particolare, non prettamente artigiana, ma originale: tienimi aggiornata sugli sviluppi! 😉

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